Uno sguardo nelle scuole della Locride

Dom, 27/09/2020 - 11:00
Il 24 settembre, nella maggior parte delle scuole della Calabria, è suonata la campanella, ma le scuole sono davvero pronte a ripartire? Per capirlo abbiamo rivolto sei domande a tre dirigenti scolastici: Maria Giuliana Fiaschè, dell’istituto Comprensivo Marina di Gioiosa - Mammola, Ilaria Zannoni, dell’Istituto Comprensivo Statale Pascoli - Alvaro di Siderno e Rosita Fiorenza, dell'IIS Pietro Mazzone e dell’ITI Maiorana.

1. Siete pronti a ricominciare, dopo questi lunghi mesi di chiusura?
2. In che modo ripartirà la sua scuola?
3. In questo periodo, in qualità di dirigente, si è sentita supportata o lasciata sola dal Ministero?
4. La scuola sembra nel caos: scioperi e cattedre vuote. Cosa pensa di questa situazione?
5. Quali sono i maggiori problemi della scuola di oggi?
6. Quale messaggio vuole lanciare ai suoi studenti che stanno facendo ritorno nelle loro classi?

Maria Giuliana Fiaschè
1. Direi che è tutto pronto perché abbiamo lavorato incessantemente, questa estate, insieme al comitato tecnico scientifico; quindi, tranne alcuni piccoli particolari ancora da completare, siamo sostanzialmente pronti a ricominciare.
2. La scuola ripartirà auspicando a tutti un buon anno scolastico, immaginando che si possa ripartire facendo tesoro di tutto quello che è successo durante il lungo periodo della Didattica a Distanza, in cui la scuola non ha mai abbandonato i suoi alunni, ottenendo anche dei premi a livello nazionale e in cui si sono riscoperti nuovi aspetti anche della relazione a distanza. I nuovi banchi arriveranno a fine ottobre, mentre sono già a disposizione le mascherine. Inoltre i bambini dalla prima alla terza elementare usufruiranno di un progetto dal titolo “Educazione al distanziamento attraverso giochi e attività ludiche di potenziamento cognitivo”; mentre quelli dalla quarta elementare fino alla terza media avranno a disposizione un supporto psicologico.
3. Mi sono sentita supportata, perché è stato formato un gruppo di dirigenti scolastici che ha contribuito, attraverso un proficuo scambio di idee, a mantenere i contatti molto aperti col Ministero e, quindi, affrontare le difficoltà via via che si presentavano.
4. Il nostro istituto sarà un’isola felice, però, tranne una cattedra, ho tutti i docenti; certamente ci sono situazioni più difficili, tuttavia da me siamo quasi al completo. Nel caso in cui si dovesse attuare uno sdoppiamento di classi, sicuramente la cosa diventerà più complicata.
5. Manca una formazione mirata di docenti, una valutazione sostanziale con un controllo continuo e costante, perché solo attraverso ciò si riuscirà a raggiungere dei risultati concreti e positivi, perché non si può pensare di rimanere sempre alla stessa maniera, specialmente se si ha in mano la vita di un alunno che deve crescere.
6. Il messaggio che voglio lanciare ai miei studenti è quello di augurare loro un buon anno scolastico, che tutto possa andare nel migliore dei modi, di affrontare questo periodo con la tranquillità e la serenità di sempre, perché le difficoltà fanno parte della vita e affrontandole si cresce, si va oltre. Il messaggio più importante è quello di acquisire la resilienza per trovare la forza di migliorarsi e superare le difficoltà.

Ilaria Zannoni
1. Sì, siamo pronti finalmente per ricominciare; siamo stati una grande squadra che ha messo tutto l’impegno per poter riaprire in totale sicurezza.
2. Per la scuola primaria faremo orario completo; mentre per la secondaria ridotto (8-12) a causa della mancanza di professori. I banchi nuovi non sono ancora arrivati, ma riusciamo a cavarcela con quelli già presenti; sono invece presenti le mascherine (ma non ancora in numero sufficiente) e gli igienizzanti.
3. In questi mesi mi sono sentita supportata e sollecitata. Sono arrivati tanti soldi alle scuole, anche se manca la capacità amministrativa di gestirle.
4. La scuola non è nel caos. Si sta adoperando, nonostante tutte le difficoltà, affinché si possa ripartire tutti in sicurezza.
5. La scuola è stata trascurata per molti anni: pochi soldi, pochi spazi e poca comunicazione.
6. Il mio messaggio ai miei studenti è quello di rientrare con gioia, con i sorrisi, di cui sentiamo molto il bisogno; noi abbiamo lavorato per loro e vogliamo vederli contenti.

Rosita Fiorenza
1. Durante il periodo estivo abbiamo lavorato incessantemente per consentire l’avvio dell’anno scolastico in condizioni di sicurezza, attenendoci scrupolosamente alle direttive emanate dal Ministero. Non è stato un compito semplice organizzare contestualmente le attività legate all’emergenza sanitaria e alla programmazione didattica, ma credo che lo sforzo fatto indistintamente da tutti con abnegazione e con un encomiabile lavoro di squadra abbia portato a un ottimo risultato, sia pur nella consapevolezza che tutto è perfettibile, puntando soprattutto sul senso di responsabilità e sulla collaborazione di tutti.
2. Le lezioni sono state programmate per la didattica in presenza, determinando convenzionalmente l’ora di lezione di 50 minuti e prevedendo il recupero orario mediante la didattica digitale integrata. Gli orari di ingresso e di uscita delle varie classi sono stati diversificati e tutti i vari plessi suddivisi in settori con accessi differenziati, onde evitate assembramenti. Sono stati, inoltre, redatti diversi vademecum illustrativi delle regole da adottare durante la presenza a scuola, dotati di distanziamento delle postazioni. È stata quindi programmata, nella prima settimana di scuola, una specifica attività informativa per gli studenti sulla tematica inerente all’emergenza sanitaria. Tutto il personale è stato formato sull’argomento dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ed è stato nominato un referente Covid.
3. Gli uffici ministeriali preposti hanno provveduto a richiedere, durante l’estate, quali fossero i fabbisogni della scuola, erogando fondi per consentire l’avvio dell’anno scolastico. È evidente a tutti che purtroppo la particolare situazione contingente, in costante evoluzione, non ha consentito al momento di ricevere tutte le risposte attese.
4. Le ataviche problematiche che attanagliano la scuola sono purtroppo state enfatizzate dalla situazione di crisi attuale, sanitaria ed economica, che non ha consentito una puntuale pianificazione e programmazione delle attività; ciò ha determinato, di conseguenza, qualche approssimazione e inevitabili ritardi, ma era di fondamentale importanza ripartire, sia pure non in condizioni ottimali, confidando di entrare a regime in tempi brevi.
5. La domanda potrebbe essere oggetto di un lungo e approfondito dibattito, che vi invito a promuovere relativamente al nostro territorio, per discutere di tantissimi argomenti quali l’edilizia scolastica, la sicurezza, le classi pollaio, il precariato, i fondi disponibili, l’inclusività, la dispersione scolastica, le carenti perfomance degli studenti nelle rilevazioni internazionali, il gap tecnologico da colmare, la necessità di una maggiore flessibilità nell’accogliere le nuove metodologie di insegnamento e per la gestione del digitale.
6. In questo momento così difficile il richiamo al senso di responsabilità è inevitabile. Occorre comprendere che ognuno di noi non solo è artefice del proprio destino, ma inconsapevolmente può determinare quello dei propri cari e di tutti coloro con cui ci interfacciamo. È il momento di lasciare da parte gli egoismi e di essere uniti verso il raggiungimento dell’obiettivo comune, dimostrandoci parte integrante di una grande comunità nella quale collaborazione e cooperazione sono dettami essenziali per una civile convivenza. La vita quotidiana a scuola dipende da tutti noi e dal nostro senso di responsabilità, coscienti che siamo una grande comunità educante la cui forza risiede nella collaborazione.

Autore: 
Rosalba Topini
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