Solo 3 parole sanità, trasporti e turismo

Lun, 12/08/2013 - 11:27
Dispiace che i governi regionali si succedano in una catena di fallimenti. Qualche anno fa il consigliere regionale, Candeloro Imbalzano, ha presentato con grande clamore mediatico la “mozione Locride”. Nulla è stato fatto.

Un giornale non conduce lotte pregiudiziali e noi non l’abbiamo fatto nei confronti del governatore Scopelliti. Però il successo o l’insuccesso di un governo regionale si misura su questioni concrete, alcune di stretta competenza della Regione altre di rilevanza tale da obbligare il governo regionale ad occuparsene.
In questa estate calda proponiamo tre quesiti:
La questione della sanità nella Locride è drammatica. Il pronto soccorso di Locri è più simile a quelli delle province egiziane o marocchine piuttosto che a quelli di Bologna o di Milano. Tutta la sanità fa acqua aldilà delle eccellenze professionali che ci sono e sono tante. Qualche tempo fa era stato preso l’impegno della dottoressa Squallacioti, responsabile dell’ASP, di esser presente sul nostro territorio almeno una volta la settimana. Impegno, ovviamente, non mantenuto.
La ss.106 era ed è impercorribile. Il budello di Roccella è un incubo e non è il solo punto critico per chi deve spostarsi nella Locride. Sono state convocate una trentina di conferenze stampa per dire che la conclusione dei lavori sarebbe stata imminente. I lavori realizzati sono già invecchiati e di nuovi lavori non si vede traccia.
Gli operatori turistici cercano di resistere ma in mancanza di una politica per il turismo tutto diventa difficile e così la crisi rischia di travolgere anche questo settore così ricco di speranze. La Natura ci ha dato doni bellissimi. In molti punti il mare è trasparente. Ogni alba gareggia con il tramonto in una bellezza senza fine.
Dispiace che i governi regionali si succedano in una catena di fallimenti.
Qualche anno fa il consigliere regionale, Candeloro Imbalzano, ha presentato con grande clamore mediatico la “mozione Locride”. Nulla è stato fatto. I problemi ci sono, ma almeno non trattaci come bambini.

 

Autore: 
Ilario Ammendolia
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