Silenzio assenso… anzi, silenzio e basta!

Mer, 22/01/2020 - 10:00
Il diritto al rovescio

Anno nuovo, bilancio nuovo! Finalmente la Commissione Straordinaria dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, con delibera nº 11 del 10/01/2020, ha timidamente “tentato” l’adozione del bilancio economico di previsione 2020 e del bilancio pluriennale 2020-2022.
Alcuni organi di stampa hanno dato conto della notizia; tuttavia, immagino che pochi addetti ai lavori siano andati a leggere il contenuto dell’atto e ancor di meno sono coloro che hanno letto tra le righe della delibera.
Per comprendere appieno la rilevanza dell’atto deliberativo proposto del Direttore dell’Ufficio Economico Finanziario, bisogna risalire alla nota del 22/01/2019 con cui la Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti richiedeva al Presidente del Collegio dei Revisori dell’ASP di comunicare “il complessivo ammontare dei pagamenti, effettuati dall’azienda nel 2018”.
Con nota del 6/02/2019, il Presidente del Collegio dei Revisori comunicava che “ad oggi, I'ASP di Reggio Calabria risulta sprovvista dei bilanci di esercizio per gli anni 2013, 2014, 2015, 2016, 2017 e 2018”.
Ecco quindi che, a un lettore poco attento, l’adozione della proposta di bilancio fatta per la prima volta dopo anni di mancanza di bilanci preventivi e consuntivi potrebbe apparire come un fatto straordinario, se non fosse per quella quisquilia scritta nella stessa nota del Presidente del Collegio dei Revisori che chiariva i motivi per cui nessun dirigente avesse approvato i bilanci precedenti: “Il motivo discende unicamente dal fatto che la loro adozione è inscindibilmente collegata alla sistemazione (mai effettuata) delle cosiddette poste debitorie pregresse, vale a dire, tra l'altro, debiti da regolarizzare su pignoramenti assegnati per un importo pari a € 395.555.901, dato al 31/12/2013”.
Orbene, la proposta di bilancio adottata è di per sé singolare (se non illegittima) perché riporta una “perdita di esercizio” di € 39.512.336,18, nonostante la norma preveda che i bilanci di previsione debbano essere approvati in pareggio.
Perplessità, poi, sorgono circa la possibilità di approvare un bilancio di previsione senza che prima siano state accertate e definite le risultanze finanziarie degli esercizi relativi agli anni precedenti e si dubita che il disavanzo accertato sia comprensivo della totalità dei debiti da regolarizzare (relativi ai pignoramenti eseguiti negli esercizi precedenti), di quelli derivanti dal contenzioso, nonché di quelli derivanti dalla obbligatoria ricostituzione dei fondi della contrattazione decentrata e del salario accessorio dei dipendenti.
Ci vuole certamente una considerevole dose di coraggio amministrativo, pensavo leggendo la deliberazione, sennonché mi accorgo di una postilla scritta in calce alla delibera, relativa all’iter previsto dalla legge per il controllo preventivo della Giunta Regionale che, nello specifico, stabilisce che, entro 15 giorni dall’adozione, il bilancio debba essere trasmesso al Dipartimento Regionale della Sanità, che provvede all’istruttoria necessaria al controllo che la Giunta Regionale deve esercitare entro 60 giorni dalla ricezione; “decorso inutilmente tale termine, gli atti si intendono approvati”!
Ma se si vota per il rinnovo del Consiglio Regionale il 26 gennaio ed è altamente improbabile che si possa formare la nuova Giunta Regionale nei termini predetti, si applicherà il silenzio assenso o… silenzio e basta?
Anche in questo caso l’atto adottato è tale da far apparire il “diritto al rovescio”!

Autore: 
Alberto Brugnano
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