Scuola: in Calabria riapertura, ma non per tutti

Gio, 24/09/2020 - 17:30

La scuola riapre in Calabria ma non per tutti i 268 mila 101 studenti della regione. Sono diversi i comuni piccoli e grandi che, un po' dovunque dal Pollino allo Stretto, hanno saltato l'appuntamento di oggi.
Se a Reggio Calabria, dove si è votato per l'elezione del sindaco e del Consiglio comunale, il ritorno in aula è stato fissato da tempo a lunedì 28 settembre, a Catanzaro la campanella ha suonato solo per gli studenti delle scuole superiori dopo che il sindaco del capoluogo ha firmato un'ordinanza con la quale ha fatto slittare all'inizio della prossima settimana l'avvio dell'anno scolastico per gli allievi degli istituti comprensivi, cioè elementari e medie inferiori. A Cosenza apertura regolare anche se qualche istituto non è ancora pronto e in diversi comuni hanno scelto di rinviare l'avvio così come a Vibo Valentia dove sono diversi comuni della provincia hanno optato per riaprire lunedì 28. E' rinviata a domani l'apertura delle scuole di Crotone, altra città interessata al voto amministrativo, che hanno ospitato seggi elettorali. In alcuni istituti hanno pesato sul rinvio anche la mancanza di banchi monoposto, previsti dalle nuove prescrizioni, per ottenere i quali si è dovuto rimediare anche tagliando in due quelli esistenti. In altri casi si sono dovute reperire nuove aule più capienti.
Ha invece preso il via ufficialmente dalla "Città dei ragazzi” di Cosenza, dove ci sono otto classi dell'istituto comprensivo Don Milani- De Matera, il nuovo anno scolastico a Cosenza. Negli spazi sono state sistemate le classi terze, quarte e quinte della scuola primaria, suddivise nei tre cubi della struttura un tempo destinata ad attività ludico creative. Trasferimento questo, che ha consentito una migliore sistemazione dei ragazzi all'interno delle aule, facendo rispettare nei diversi plessi dell'istituto le distanze di sicurezza.
Tanto l'entusiasmo all'ingresso da parte dei bambini, tutti rigorosamente con mascherine sul volto e la gioia negli occhi di rivedere i propri compagni di scuola. Poco prima del suono della campanella, la consegna ufficiale delle chiavi da parte del sindaco Mario Occhiuto alla dirigente scolastica Immacolata Cairo. "Questa consegna - ha sostenuto la dirigente scolastica - arriva al culmine di un momento di grande trepidazione e attesa.
Oggi siamo qui, pronti ad accogliere i 368 alunni delle 18 classi che rimanevano fuori dall'istituto per consentire, come previsto dalla normativa, l'ampliamento degli spazi interni alle aule. È stato un grande dispendio di energie, forze e soldi, ma alla fine il lavoro di squadra ha vinto su tutto e ha portato alla scuola in presenza che rappresenta un obbligo per il Paese".
All'ingresso dei padiglioni c'è un termoscanner collocato ad altezza bambino e altri sono a disposizione delle insegnanti in ogni aula. Qualora un bimbo presentasse un sintomo riconducibile al coronavirus, sarà assistito dal personale scolastico, opportunamente formato, e trasferito nell'aula Covid, individuata in ogni padiglione, dove si attiverà la procedura di sicurezza. La mensa partirà nelle prossime settimane con l'ingresso di pasti sigillati. "Abbiamo liberato degli spazi importanti - ha detto il sindaco Mario Occhiuto - e li abbiamo adeguati alle esigenze avanzate dai dirigenti scolastici, evitando così l'affollamento nelle aule esistenti. Oggi non sarà tutto perfetto, ma sicuramente abbiamo lavorato in sinergia per restituire ai nostri piccoli concittadini spazi sicuri, nuovi e belli".
Ma il primo giorno di scuola, a Cosenza, è stato anche all’insegna dell’azione di protesta del Fronte della Gioventù Comunista che lamenta "gravi carenze degli istituti nel garantire le misure anticontagio" e preannuncia una manifestazione su questi temi per il 9 di ottobre.
"Nonostante i mesi di chiusura degli istituti e un alto rischio di un rapido aumento dei contagi - afferma Eugenio De Fazio, responsabile scuola Fgc Cosenza - il rientro a scuola in sicurezza promesso dal premier Conte e dalla Ministra Azzolina non esiste. Nel pieno della seconda ondata di Covid-19, siamo costretti a rischiare il contagio in classi pollaio, in edifici inadeguati già prima della pandemia, con carenza di personale scolastico per via degli errori commessi da ministero sulle supplenze. «L'anno scolastico per gli studenti cosentini si prospetta tragico già in partenza, con il rischio che le nostre scuole si trasformino in focolai".
"Oltre il 40% degli studenti calabresi - sostiene ancora De Fazio - è sprovvisto di tablet e computer, di una connessione internet stabile per poter seguire le lezioni online in caso di nuovo lockdown, nonostante le promesse delle istituzioni. In questo modo si escludono dal diritto allo studio migliaia di studenti per ragioni economiche ed è inaccettabile. I soldi spesi per le scuole sono briciole in confronto agli aiuti per le grandi imprese, aiuti che proseguiranno nei prossimi mesi. Non abbiamo intenzione di rischiare la nostra salute e quella dei nostri cari, per questo il 9 ottobre scenderemo in piazza per rivendicare finanziamenti per l'istruzione; finora non ci hanno ascoltati, ma ora, con il rischio che le nostre classi diventino focolai non possono ignorarci".
ANSA

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