Sandro Taverniti «Pazzano deve uscire dall’isolamento politico»

Dom, 24/05/2015 - 16:30

Perché la scelta di candidarsi?
Per dare una mano al paese dopo anni trascorsi a spostarmi come impiegato CGIL. Ho accettato la candidatura su sollecitazione di amici e compaesani vogliosi di fare un’esperienza nuova, di cercare un rinnovamento che rispetti lo spirito della comunità, le tradizioni più vive, gli aneddoti più significativi da me raccontati nel mio “Quando Maria cantava”. Ho accettato di candidarmi anche per ribadire la mia collocazione a sinistra, per il progresso e la giustizia sociale.
In quali condizioni pensa di trovare il suo paese?
Pazzano è un paese in decrescita, che si spopola rapidamente, come succede a tanti altri centri dell'Appennino. Soffre più di altri paesi di un lungo isolamento politico e culturale. Le stesse figure si sono avvicendate nell'amministrazione della cosa pubblica creando una casta improduttiva rissosa e tenace solo nella difesa del proprio interesse. I tagli agli enti locali e le politiche regionali hanno fatto il resto. Siamo senza risorse.
Ha incontrato i cittadini? Che cosa le chiedono?
I cittadini, incontrati in due iniziative pubbliche, chiedono un rapporto con gli amministratori e più rispetto. Vogliono far sentire la propria voce. Chiedono la manutenzione delle strade interpoderali, attenzione per la periferia, attività socio-culturali che rianimino il paese e maggiore serenità. Il rilancio di Montestella e la valorizzazione del parco geo-archeo-minerario dei monti Mammicomito-Stella-Consolino sono punti di forza per il futuro.

Autore: 
Jacopo Giuca
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