Rifiuti: È arrivato il momento che i comuni si assumano le proprie responsabilità

Dom, 12/01/2020 - 10:00

«Asserire, come avete fatto nell’articolo che avete pubblicato a pagina 8 del vostro giornale la scorsa settimana, che ci sono criteri politici alla base del conferimento dell’indifferenziato nella Locride è sbagliato e infondato».
È quanto dichiara il sindaco di Caulonia, Presidente dell’Assemblea dei Sindaci della Locride e Consigliere Metropolitano Caterina Belcastro, venuta a trovarci in redazione assieme al collega Salvatore Fuda per chiarire la situazione relativa al conferimento della spazzatura nel nostro comprensorio dopo il passaggio di competenze dalla Regione Calabria alla Città Metropolitana. «La tabella che abbiamo stilato - continua la Belcastro - e oggi sottoposta all’Ufficio Tecnico di Reggio Calabria, ben diversa da quella da voi pubblicata, è stata realizzata secondo criteri oggettivi e sulla base delle istanze avanzate da ogni singolo comune».
Ma perché allora si è ingenerata questa confusione, e di che natura è la tabella che abbiamo pubblicato la scorsa settimana?
«Si tratta di una delle tante bozze prodotte giornalmente dai sindaci per cercare di comprendere come far fronte alle difficoltà di smaltimento di San Leo senza penalizzare alcun centro - interviene Fuda. - L’impianto di Siderno, infatti, non riesce sempre a lavorare le 130 tonnellate giornaliere di scarti che costituiscono la sua portata massima e non può che comunicare solo con alcune ore di anticipo quale sia effettivamente la quantità di rifiuti sopportata dalla struttura».
«Ciò ci ha obbligati - si inserisce la Belcastro - ha effettuare un lavoro certosino e quotidiano di coordinazione con tutti i sindaci del comprensorio, per cercare di rispondere tempestivamente alle esigenze di ognuno e fare fronte alle difficoltà contingenti (come la disponibilità di mezzi o di operatori per il trasporto dei rifiuti) che alcuni centri hanno patito in queste settimane. Un lavoro complesso, che ci ha obbligato più volte a produrre rimodulazioni dell’ultimo minuto per non svantaggiare nessuno e che, anzi, ci è stato detto da tutti essere stato condotto in maniera egregia».
Ma da cosa nascono tutte queste difficoltà?
Come già vi avevamo accennato nell’articolo della scorsa settimana, anzitutto dalla costituzione dell’Ambito Territoriale Ottimale della Città Metropolitana, ovvero l’area in cui Reggio Calabria è oggi responsabile del servizio di raccolta rifiuti in luogo della Regione Calabria, sottrattasi a questo compito per quanto prescritto dalla legge.
«Il passaggio non è stato indolore - ci spiega Fuda, - tanto più che veniva richiesto ai comuni, purtroppo morosi nel pagamento delle quote per il conferimento della spazzatura, di dare almeno l’80% del dovuto al momento del passaggio, un obiettivo che siamo riusciti a raggiungere non con poche difficoltà e solo grazie allo sforzo di alcuni centri. Inoltre il trasferimento di competenze è entrato in vigore da pochissimo e ha fatto ereditare alla Città Metropolitana tre impianti, Sambatello, San Leo e quello di Gioia Tauro, il cui contratto di gestione è scaduto. A onor del vero Reggio ha intavolato subito le trattative con Ecologia Oggi per allungare di un anno il contratto alle condizioni in vigore prima della scadenza, anche perché non abbiamo ancora avuto i tempi normativi per avviare le procedure utili ad approntare la gara d’appalto per affidare la gestione degli impianti, che potrebbe comunque richiedere più di un anno di preparativi. La società, tuttavia, ha declinato l’offerta ritenendo penalizzanti le condizioni, innanzitutto per l’oggettiva riduzione della quantità dei rifiuti indifferenziati dovuta alla maggiore diffusione della raccolta differenziata. Prima che la società accettasse di procedere con una gestione “in prorogatio” si era insomma venuta a creare una situazione di stallo che ha paralizzato del tutto la raccolta dell’indifferenziato presso gli impianti di Siderno e Gioia Tauro, al quale si è potuto fare fronte solo grazie alla disponibilità di Reggio di prendere gli scarti in alcuni giorni della settimana, alleggerendo così il carico delle altre due strutture».
Una situazione di mutuo soccorso, specifica la Belcastro, che ha ridotto i disagi per il nostro comprensorio e permesso anche a Reggio, nelle occasioni in cui era invece Sambatello ad aver raggiunto la massima portata, di conferire a Gioia o a Siderno.
Il citato aumento della quantità di rifiuti differenziati ha permesso di arginare molto un problema che oggi si propone a causa della non adeguata politica integrata di gestione dei rifiuti adottata in passato dagli enti preposti.
«Eppure - specifica Fuda, - la nostra situazione è una delle maggiormente sostenibili dell’intera regione. Gli impianti su cui possiamo fare affidamento sul territorio sono perfettamente in linea con quelli previsti dalla legge e ci manca solo un termovalorizzatore, che non ha nessuno, per poter gestire meglio la frazione umida, che comunque nel nostro comprensorio non crea le difficoltà cui stanno facendo fronte a Reggio o nella Piana. Attualmente, inoltre, possiamo utilizzare come discarica di servizio un punto di raccolta privato che si trova in provincia di Crotone, che ci permette di posticipare il problema di realizzarne uno nel comprensorio».
«Una difficoltà che sarà ulteriormente posticipata qualora, come sembra, Melicuccà darà la sua disponibilità a realizzare una discarica di servizio nel suo Comune - si inserisce la Belcastro, che conclude il nostro incontro con un vero e proprio appello ai colleghi sindaci.
«Insomma - spiega infatti il sindaco di Caulonia, - ora che la Regione non ha più le competenze della gestione del ciclo dei rifiuti i Comuni devono assumersi le proprie responsabilità, perché pagare il gestore e garantire così la funzionalità degli impianti, a partire da questo momento, sarà compito nostro. Ecco perché è importante che tutti i primi cittadini della Locride partecipino alle conferenze metropolitane e contribuiscano alla gestione di una situazione che è sempre sull’orlo dell’emergenza. Non è escluso, infatti, che Ecologia Oggi decida di rinunciare all’incarico determinando la chiusura degli impianti e, soprattutto, sarà importante, dopo l’individuazione di un nuovo gestore, che tutti si impegnino a pagare la propria quota perché, senza le assicurazioni di un Ente sovraordinato come la Regione Calabria, il gestore potrebbe giustamente decidere di incrociare le braccia qualora non si vedesse corrisposto il dovuto».

Autore: 
Jacopo Giuca
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