Quel piccolo caffè lungo la strada

Lun, 20/04/2015 - 10:51

Magari non la si nota immediatamente quell’insegna su cui campeggia la scritta “Caffè Letterario Mario La Cava” ma un occhio attento può carpire l’importanza di quel minuscolo luogo in cui avvengono dibattiti letterari e riflessioni narrative. È come rivivere i classici caffè letterari tipici dell’Ottocento – sebbene l’edificio non dia la stessa impressione - quando la cultura e la scienza traevano linfa vitale dalla curiosità della gente. 

A tale proposito ho proposto un’intervista a Domenico Calabria, uno dei fondatori di questa Associazione culturale.
Come nasce l’idea di aprire un caffè letterario? E quando?
Nasce nel 2010 dall’esigenza di un gruppo di amici che, non trovando dei luoghi d’incontro diversi dai soliti bar, voleva creare un punto di ritrovo dove discutere non solo di narrativa, ma di cultura in generale. Abbiamo scelto di dedicare il caffè letterario a Mario La Cava, perché siamo convinti che sia ancora oggi attuale ed è una risorsa che però non viene valorizzata come dovrebbe. La Locride in Italia conosciuta per la ‘ndrangheta, in realtà presenta vari scrittori di notevole spessore: Corrado Alvaro a San Luca, Francesco Perri a Careri, Saverio Strati a Sant’Agata del Bianco. Nessun’altro posto ha una fecondità letteraria del genere.
È difficile trovare un centro culturale a Bovalino. Questo è il primo e viene frequentato da molta gente adulta che risponde bene all’iniziativa.. 
È chiaro che la generazione adulta è più sensibile a questo tipo di eventi al contrario dei giovani che invece sono distratti da altro. La nostra iniziativa è quella di creare un laboratorio di cultura e arte che sia un punto di riferimento per tutti, mischiando le varie forme artistiche proprio per richiamare l’attenzione dei giovani. 
Che rapporto c’è col pubblico?
Cerchiamo di azzerare le distanze tra pubblico e relatore. Quando si presentano i libri vi è un coinvolgimento totale del pubblico, perché anche la presentazione di un libro può essere gradevole. Si dialoga con l’autore e si dibatte con lui in modo del tutto amichevole. 
La cultura in Calabria che ruolo ha?
Ha un ruolo assolutamente marginale. La cultura dovrebbe avere un ruolo fondamentale proprio per le radici culturali della nostra regione che partono già dal mondo greco. Vorrei accennare una nota polemica: per gli eventi organizzati non abbiamo mai avuto un contributo da parte dell’ente pubblico. Addirittura nel 2008, in occasione del centenario della morte di La Cava, il comune di Bovalino era completamente assente. Ma allo stesso tempo, proprio per quell’occasione Claudio Magris in un articolo del Corriere della Sera proponeva il gemellaggio tra il comune di Bovalino e quello di Trieste proprio per la ricorrenza che accomunava Mario La Cava e Giorgio Voghera, autore triestino. Ma nulla è stato fatto. Queste sono cose che avrebbero portato prestigio a Bovalino. 
Il caffè letterario propone una lettura diversa degli autori anche attraverso il teatro che suscita la curiosità verso i personaggi e la storia ed è proprio in quel momento che si creano i fili conduttori tra riflessione e rappresentazione. Concludo con una nota frase di Mario La Cava che racchiude tutta la sua narrativa: “Spero di aver pure dato una voce ai più umili della mia terra”.

Autore: 
M.Cristina Caminiti
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