Quattro chiacchiere con Manuela Cricelli

Dom, 17/06/2018 - 18:00

Estate, teatro, canto, Roccella Jonica e Manuela Cricelli. Continuo, “Mama Mia”, “I Promessi Sposi”, “Pinocchio”, “Sister Act” e...
Non avete ancora capito di cosa stiamo parlando? Ma ovviamente del musical di quest’anno cui potremo assistere a termine del Laboratorio di Cantoterapia che, ormai alla sua quinta edizione, si svolge a Roccella Jonica, sotto la direzione di Manuela Cricelli, che per prima, qui nella Locride, ha fuso insieme le sue conoscenze e passioni (il teatro con la professione di cantante e psicologa) per far “sentire”, chiunque vi si approcci, al meglio delle proprie possibilità e sensibilità.
Il titolo del musical? Lo lasciamo a sorpresa per gli spettatori che, se hanno partecipato almeno una volta a uno di questi “spettacoli”, sanno già che si troveranno davanti a dei non professionisti, dei non cantanti con una grande volontà di superare i propri limiti, mettendosi in gioco, affrontando le proprie paure ma anche divertendosi, attraverso il corpo e il teatro, e soprattutto utilizzando ciò che di più profondo e innato l’essere umano possiede, ossia il suono della propria voce modulato in canto. Si tratta di un “respiro” interiore, della vibrazione del cuore (e del diaframma), di un mezzo potente attraverso cui tutti possono esprimersi, anche i più timidi o coloro i quali pensano di essere stonati, non perché realmente tali bensì in quanto non abituati ad ascoltare la propria voce. Già, perché la nostra Manuela Cricelli, a inizio spettacolo, ci ha sempre presentato i suoi ragazzi premettendo che non si tratta di persone abituate al palco e che lo scopo del musical non è tanto quello di piacere al pubblico, quanto quello di piacere a se stessi e soprattutto di “sentirsi”, fosse anche per la prima volta, di pancia, emozionandosi ed emozionando. Ma facciamoci raccontare da Manuela Cricelli qualcosa di più a proposito del suo Laboratorio.
Manuela, da dove nasce l’idea di un Laboratorio di Cantoterapia qui nel nostro territorio?
L’idea del “Lab” nasce dal desiderio di gettare un ponte tra le mie due passioni e strade intraprese, per l’appunto, il canto e la psicologia. Leggendo del “potere terapeutico del canto” e approfondendo il tema in testi specifici di “Cantoterapia”, ha preso forma in me l’idea che, anche qui nel nostro territorio, fosse possibile realizzare questo progetto, attraverso il quale dare spazio a sentimenti silenti e/o repressi. E così è cominciata questa straordinaria esperienza, con tanta buona volontà e quel pizzico di coraggio necessario per far fronte alle innumerevoli difficoltà che un territorio come il nostro presenta!
Cosa ti aspettavi da questa esperienza, quali gli obiettivi da raggiungere e cosa invece c’è stato di felicemente inaspettato?
Quando ho cominciato non ho pensato a obiettivi precisi da raggiungere. In generale speravo nella partecipazione e dedizione al lavoro da parte dei partecipanti. E questa c’è stata ad ogni incontro e immensa è stata (lo è ogni volta) la soddisfazione e lo stupore! Ognuno, grazie allo “strumento” canto, è riuscito a parlare di sé, a dar voce alle proprie emozioni, avviando un processo di crescita personale molto importante.
Di felice e quasi inaspettato... La realizzazione degli spettacoli/musical! Come ti dicevo all’inizio, non mi ero prefissata traguardi precisi. Quindi, vedere gli spettacoli prendere forma è stata, ed è sempre, un’emozione indescrivibile!
Quanto può farci stare bene il canto?
Il canto avvia una serie di attività metaboliche, oltre che favorire la distrazione da pensieri negativi ed ossessivi, inducendo al buonumore.  È un fenomeno sia psicologico che fisiologico, quindi. La Cantoterapia attiva l’apparato fonatorio che, sollecitando la produzione e il rilascio, da parte dell’organismo, di sostanze “positive”, contribuisce a migliorare la qualità della vita! Quindi, giova al corpo e certamente anche all’autostima!
Certo, quando poi lo si pratica professionalmente entrano in gioco altre dinamiche e meccanismi, che possono avere talora persino dei risvolti negativi, e quindi il discorso è un po’ diverso. Ma quando si resta nell’ambito della sola espressione dei sentimenti... Certamente non può che essere fonte di grandi soddisfazioni!
Come e quanto ti hanno arricchita questi anni di musical, sia a livello professionale che a livello personale?
Si tratta certamente di un percorso in crescendo, con una grande escalation anche dal punto di vista personale! La continua formazione per la conduzione dei gruppi creativi, l’esperienza sul campo, il mettere in gioco me stessa (in primis) mi hanno fatto acquisire maggiore consapevolezza e hanno inciso in maniera assolutamente positiva nelle mie professioni, e di cantante/attrice e di psicologa, nonché,  soprattutto, a livello umano!
Ogni anno, salvo qualche eccezione, il gruppo si compone di persone diverse e la scelta del musical cambia di volta in volta. Come fai a cucire, ad hoc, i personaggi e cosa determina la scelta dei ruoli?
I personaggi nascono dalle persone, dalle dinamiche di interazione nel gruppo! A volte basta un gesto, uno sguardo, delle caratteristiche psicologiche, qualcosa che porti alla luce i desideri e le paure ed eccoli, come per magia, i personaggi sono lì che aspettano solo di vivere nello spettacolo! Ed è nello spettacolo, attraverso i personaggi stessi, che avviene la “sublimazione”, la trasformazione dei sentimenti più profondi, già citati, in una forma d’arte. In tal senso, lo spettacolo è “terapeutico”.
Sei la presidente di un’Associazione Culturale da te fondata che, oltre ai Laboratori di Cantoterapia, ha qualche nuovo progetto che bolle in pentola. Puoi anticiparci qualcosa?
L’Associazione Culturale neo-nata si chiama “Mistral”, fondata insieme ai miei due validissimi collaboratori, Anna Mazzaferro e il prof. Domenico Garreffa.
Oltre ai Laboratori, abbiamo in programma di organizzare eventi musicali e culturali, tra cui il Workshop del 1 Luglio, con il Maestro di fama internazionale Luca Jurman, vocal coach di talent show quali AMICI di Maria DeFilippi e OPERAZIONE TRIONFO.
Il Workshop, per la prima volta in Calabria, è destinato ai cantanti professionisti, ma anche agli appassionati, per restare sempre in linea con i principi della cantoterapia.

Che altro aggiungere? Grazie a Manuela Cricelli per aver risposto alle nostre domande e per un progetto così bello come il Laboratorio di Cantoterapia che ci regala sempre piccoli gioielli di musical amatoriale.
Non resta quindi che aspettare lo spettacolo di quest’anno e... cantare, cantare, cantare, per “sentirsi” sempre al meglio!

Autore: 
Daniela Rullo
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