Quattro candidati alle Regionali condannati dalla Corte dei Conti per danno erariale

Mar, 21/01/2020 - 10:00

“Rimborsopoli in salsa calabrese”. È questa la definizione utilizzata dai giornali per parlare del caso che ha coinvolto cinque consiglieri regionali (quattro dei quali attualmente impegnati nelle liste di centrodestra per le elezioni del prossimo 26 gennaio) condannati dalla Corte dei Conti a restituire quasi 64mila Euro a testa per utilizzo illegittimo dei fondi destinati ai gruppi consiliari. Giuseppe Gentile, attualmente in corsa per le elezioni regionali per Casa delle Libertà, Giuseppe Graziano, capolista dell’UDC, di cui fa parte anche Tonino Scalzo (che cinque anni fa venne eletto con Mario Oliverio) e Giuseppe Neri, che dagli ambienti del PD è migrato in Fratelli d’Italia, i nomi dei politici attualmente in corsa per le regionali condannati dai giudici assieme al consigliere Francesco D’Agostino e al dirigente del servizio Bilancio e Ragioneria del Consiglio Regionale Luigi Danilo Letella, che di Euro, invece, dovrà restituirne più di 212mila. Complessivamente insomma, i sei avrebbero utilizzato a fini personali 531mila Euro di provenienza pubblica di cui i gruppi consiliari, contrariamente a quanto fatto risultare da Latella, non avrebbero fatto alcun utilizzo. Gli imputati, muovendo appello alla sentenza, hanno contestato la decisione dei giudici e, soprattutto la definizione di “Rimborsopoli”, sostenendo che si sarebbero limitati ad applicare una norma emessa dalla stessa Corte dei Conti a proposito delle spese per il personale e, pertanto, perfettamente regolare.

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