Poter ripartire questa volta è… “Una gioia immensa”

Sab, 02/05/2020 - 10:30

Sono ufficialmente aperti i casting per il cortometraggio dal titolo provvisorio “UNA GIOIA IMMENSA” scritto e diretto da Lele Nucera e prodotto da  Obiettivi Creativi,  Baobei Production e CiakCalabria.
Il corto, TRATTO DA UNA STORIA VERA  conclusasi a lieto fine, è ambientato in un piccolo paese della Calabria e narra la triste vicenda di un sequestro di persona avvenuto nella Locride negli anni ’80.  La vittima tenuta in prigionia e liberata dopo  59 giorni è il figlio di un professionista della Locride. 
La famiglia acconsente al pagamento di un riscatto di circa mezzo miliardo di lire.
Il ragazzo  che all’epoca dei fatti aveva solo 12 anni, oggi è uno stimato professionista rimasto a vivere in Calabria. La storia viene narrata dal punto di vista della vittima.
Il cortometraggio  vuole essere un omaggio a tutte le vittime di sequestro , piaga che negli anni '80 dilagava nella Locride , scrivendo un capitolo molto triste nella storia di questa terra.

SINOSSI
 Andrea (nome di fantasia) è un ragazzo di circa 12 anni che trascorre la sua infanzia col terrore e la paura che qualcuno un giorno lo possa portare via dalla sua famiglia per fargli del male. Andrea è figlio di un noto medico del paese , appartiene a una di quelle famiglie a rischio sequestro perché  potrebbero sicuramente pagare il riscatto. Il padre e il nonno che non lo lasciano mai da solo, tentano di non far trasparire la paura e il nervosismo, cercando di fargli condurre una vita più o meno uguale ai ragazzini della sua età. Nonostante la giovane età Andrea è molto sveglio e sa benissimo cosa accade attorno a lui. Si sente un peso per la sua famiglia e sa anche che prima o poi toccherà a lui.  Vuole liberare i suoi familiari e se stesso da questo peso per sempre.
Questo lo spinge un giorno a scappare da casa per consegnarsi ai suoi aguzzini. Viene sequestrato e infilato in un buco nelle montagne dell’Aspromonte. In quel  buco Andrea trascorre  59 giorni prima di  tornare a vedere la luce del giorno e iniziare a condurre finalmente una vita normale. Libero da ogni paura.

INTERVISTA
Ciao Lele, sappiamo che non sarà un racconto che rimane completamente fedele alla vicenda nei fatti, come mai questa scelta?
Quando mi hanno proposto di raccontare questa storia, la storia di un sequestro di persona, ho cercato di immaginare cosa avrei potuto e come lo avrei dovuto dire per non risultare scontato e ripetitivo.  Non ero interessato a raccontare il dettaglio dei sequestri, tantomeno soffermarmi sui metodi criminali o descrivere il giro d’affari, no, non volevo fare un corto con scene di azione. Il mio intento era quello di cogliere attraverso il  racconto della vittima una parola o uno stato d’animo diverso. Cercavo nella sua brutta esperienza una nota  positiva in modo da elaborare un’idea contenete qualcosa che mi permettesse, attraverso delle immagini, di fare una cosa importante: lanciare un messaggio.
Devo dire che quella nota positiva è arrivata dopo non molto, quando il ragazzino 12enne ora diventato uomo, d’avanti ad un buon caffè mi ha disse :  “ Ho trascorso  la mia infanzia col terrore mio e della mia famiglia. Mio nonno mi diceva - stai attento perché qualche giorno ti prendono – non so se ti può interessare ma, il_giorno in cui sono stato rilasciato , mi sono sentito veramente e finalmente libero.>
Non cercavo il corpo, ma l’anima della storia. E in quel momento l’avevo trovata.
Raccontare la storia di un sequestro in 15 minuti non è semplice, come è nato il soggetto e poi la sceneggiatura ? 
A quel punto le mie idee sono diventate abbastanza chiare. Non avevamo ancora bevuto il caffè e già avevo la storia da raccontare. Dopo un incontro così illuminante devi solo andare a casa metterti seduto e iniziare a scrivere la tua storia. Mi sono bastati due giorni per scrivere la sceneggiatura e definire la storia.
Sappiamo anche che la vittima non ha ricevuto alcun risarcimento dallo Stato che ad oggi non gli ha riconosciuto lo status di “Vittima di Mafia” ed usufruire magari dei benefici economici
Si, pare che quando ha avanzato richiesta erano già scaduti i termini, a causa delle prescrizioni. Premetto che la vittima non avrebbe mai usato il riconoscimento per avere un beneficio economico, che tra l’altro gli spettava di diritto, cosa che non ha fatto da subito proprio perché, nonostante il riscatto , per fortuna ha continuato a vivere in condizioni economiche agiate, e non voleva quel riconoscimento per  i soldi dello stato. Però oggi a distanza di 40 anni sono sicuro che quel riconoscimento non lo avrebbe voluto per lui, ma per  quel  bambino che nel 1981 ha trascorso 59 giorni in un buco. Di questo ovviamente non c’è traccia nel mio corto.
Come mai fa un casting, non ci sono allievi all’interno della Scuola Cinematografica della Calabria che possano interpretare il ruolo da protagonista ?
Si, ci sono ragazzi che rispecchiano le caratteristiche richieste, però questo non vuol dire che io debba scegliere o limitare il mio prodotto artistico perché obbligato a scegliere tra i miei allievi. In realtà c’era un allievo che somigliava tantissimo, ma purtroppo qualche giorno fa ha avuto la brillante idea di tagliare i capelli, quindi sono senza protagonista. Comunque a parte questo, loro sono coinvolti di diritto in tutti i progetti che possono essere cortometraggi, videoclip, spot ecc, realizzati con la scuola. Certamente chi rispecchia le caratteristiche richieste farà certamente il provino come tutti gli altri che si proporranno ai casting, però voglio mantenere alcune caratteristiche  fisiche del protagonista vero di questa vicenda, come capelli , naso e occhi, di conseguenza non sarà facile trovarlo.
Che caratteristiche deve avere questo ragazzino, adesso ci hai incuriosito
In realtà nulla di particolare e difficile se non fosse che oggi la maggior parte degli adolescenti, seguendo  la moda dei calciatori, si fanno i capelli con tagli assurdi. È importante trovare un ragazzo di circa 12 anni che abbia i capelli castani o neri è indifferente, purchè siano lunghezza media e senza doppio taglio , rasature o cose del genere. Non utilizzerò una parrucca, non mi piace.  Certo se lo trovassi anche con un naso importante sarebbe il massimo, ma per quello ci siamo affidati ad una truccatrice in gamba che ci risolve il problema. 
Non ci sono altri ruoli?
Si ci sono piccoli  ruoli. La figura del padre e del nonno del protagonista . Poi ci sono gli aguzzini che però per scelte registiche non vedremo mai in faccia.
Quando penserete di iniziare le riprese vista la situazione attuale?
Speriamo di iniziare non appena la situazione si sarà sbloccata, con Raffaele Squillace che si occupa dell’spetto organizzativo, prima dell’emergenza avevamo individuato alcune ipotetiche location da rivedere insieme  al nostro direttore della fotografia Mario Parruccini. Intanto concentriamoci sulla ricerca del  protagonista.

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