Noma: Come una malattia si è trasformata in musica

Dom, 19/08/2018 - 17:20

Lunedì, presso il Teatro Greco Romano di Portigliola, il Festival teatrale “Tra Mito e Storia” ospiterà una la seconda parentesi musicale di questa edizione 2018. Protagonista della serata, che vi dà appuntamento alle ore 21:45, sarà la musicista Alessandra Laganà, che proporrà al pubblico un concerto per pianoforte e voce a sostegno dell’associazione di promozione sociale “Noma World”, dal titolo “Una sfida creativa alla vita”.Il progetto, descritto alcune settimane fa anche ai colleghi del Corriere della Sera, nasce dalla scoperta, da parte della Laganà, di avere un tumore al seno. Anziché affrontare la notizia con comprensibile angoscia, l’artista di Roccella Jonica ha deciso di trasformare la propria malattia in musica, ispirandosi ai rumori della risonanza magnetica per creare dei brani musicali che le permettessero di raccontare in maniera unica la sua esperienza.
L’idea sarebbe stata partorita proprio durante un’esame risalente al 2015 e avrebbe immediatamente trovato il favore dell’ingegnere del suono e compagno di vita della Laganà Tommaso Marletta, che ha contribuito alla produzione del primo brano “Résonance Magnétique”. Grazie a questa fortunata intuizione, Alessandra non solo ha trovato il modo di trasformare il dolore in opera d’arte, ma ha avviato un tragitto ricco di concerti di cui la performance di domani sera rappresenta l’apice, ma non certo il punto di approdo.
«Mi sono fatta dare il disco della risonanza magnetica e ne ho stampato il contenuto: la foto del mio seno - ha raccontato la Laganà durante un’intervista. - Ho evidenziato il tumore, ho disegnato una freccia che lo indica e ci ho scritto sopra “I’m not here”, perché io non sono il mio tumore, la mia vita non dovrà ruotare intorno al cancro e devo uscire da questo tunnel con le cure e con l’arte. Ho creato un volantino e, ricoverata in ospedale per operarmi, ho detto ai medici: “Voglio fare di questo volantino un’opera artistica”».
A partire da quel momento, Alessandra si è dedicata a tempo pieno a un progetto che oggi annovera due album musicali e la collaborazione con almeno una ventina di grandi interpreti della musica internazionale. Alle canzoni scritte e cantate da Alessandra, che spaziano dal soul, al jazz, alla musica sperimentale, si è affiancato anche il docu-film “Noma”, il racconto di che cosa significhi convivere con un tumore effettuato attraverso immagini e testimonianze di persone con problemi analoghi a quello di Alessandra e di specialisti che le hanno in cura.
«Il titolo viene dal greco - spiega la Laganà, - significa lacerazione e fa riferimento al mio carcinoma. Il docu-film ha rappresentato un altro modo di distrarmi dall’ossessione della malattia e mi ha aiutato a trasmettere la mia esperienza agli altri: bisogna parlare per esorcizzare la paura e uscire dalla solitudine».
Questa bellissima esperienza ha riscontrato anche il favore della Accolade Global Film Competition di Los Angeles, che nel 2017 ha voluto premiare la pellicola per il suo valore umanitario dando il là alla creazione dell’associazione “Noma World”. Oggi questa realtà sociale, alla quale saranno devoluti i ricavi del concerto di domani sera, promuove scambi socio-culturali per il benessere psicofisico attraverso la pratica delle arti ed è il contenitore del progetto “Soma”:
«In greco significa corpo - spiega la Laganà, - ma è anche un acronimo: Spazio Operativo per la Musica e l’Arte, per coinvolgere pazienti e terapisti con laboratori creativi, contro gli effetti distruttivi della malattia». L’ennesimo modo che Alessandra ha trovato per tendere la mano a chi ha il suo stesso problema, trasformando la malattia in una vera e propria missione umanitaria.
«Mi chiedono spesso come ho fatto e, anche riflettendoci bene, credo di non aver fatto altro che coltivare una lucida resistenza al male.
«È da qui che traggo la mia forza».

Autore: 
Jacopo Giuca
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