Lo sport è una polipillola

Mer, 20/05/2015 - 17:41

"L'esercizio fisico è una straordinaria terapia cardiovascolare a bassissimo costo e con pochissimi effetti collaterali" - a sostenerlo il cardiologo e medico dello sport Michele Iannopollo, che abbiamo intervistato per approfondire il legame imprescindibile tra buona salute e attività fisica.

L’attività fisica fa sempre bene?

L’attività fisica deve essere dosata perché se praticata a elevate intensità può provocare alcuni rischi soprattutto a carico dell’apparato cardiovascolare. Ogni individuo che si appresta a intraprendere un’attività sportiva di intensità medio- elevata, ovvero a livello di competizione, deve sottoporsi a un'attenta valutazione medica. Nei bambini, soprattutto, bisogna prestare molta attenzione al sistema scheletrico muscolare. Lo zainetto sovraccarico provoca delle alterazioni della colonna vertebrale, come per esempio la scoliosi che modifica l’anatomia del torace e di conseguenza può portare all'insorgenza del cosiddetto soffio al cuore. Perciò un bambino che si appresta a praticare uno sport deve essere valutato sia da un ortopedico e fisioterapista che da un cardiologo. Quest'ultimo dovrà prestare massima attenzione alle cosiddette canalopatie, patologie riconducibili a un'alterazione dei canali ionici, ovvero quelle strutture presenti nelle membrane delle cellule cardiache che hanno il compito di regolare il flusso di ioni (potassio, sodio, calcio) dentro e fuori la cellula, stabilizzandone le capacità elettriche e contrattili. Per rilevare la presenza di alterazioni elettriche del cuore da ricondurre a una canalopatia di grande aiuto è certamente l'elettrocardiogramma.

Qual è l’abbigliamento consigliato per praticare attività sportiva?

Con gli indumenti sintetici si alterano i meccanismi di termo-regolamentazione rappresentati dalla ventilazione e dalla sudorazione. Con gli indumenti di cotone non si creano squilibri elettrolitici legati all’ipersudorazione ovvero perdita di liquidi e di sali che potrebbero compromettere la funzionalità della cellula muscolare e soprattutto cardiaca.

Altre accortezze oltre la visita e un abbigliamento idoneo?

Bisogna fare attenzione a non praticare sport prima delle tre ore successive ai pasti. Infatti, durante la digestione gran parte del sangue viene "sequestrato" nell’intestino, perciò il cuore non viene irrorato normalmente. A questo va aggiunto che, durante l’attività fisica, muscoli, cuore e cervello richiedono un maggiore apporto di ossigeno. Bisogna, inoltre, prestare attenzione all’idratazione. È stato messo in evidenza che tutti i liquidi conservati nella plastica e nella lattina scatenano una sostanza che si chiama bisfenolo. Quest’ultimo può determinare aritmie e ipertensione e nella donna il cancro alla mammella perché interferisce sul sistema ormonale degli estrogeni. Pertanto è consigliato integrare l’organismo con liquidi conservati in vetro.

Che differenza c'è tra attività aerobica e anaerobica?

Durante l’attività aerobica l’organismo ricava l'energia dalle riserve di zuccheri (glicogeno) e, poi, per sostenere lo sforzo, dai grassi di deposito; il “combustibile” usato per bruciare i substrati energetici è l’ossigeno, fornito ai muscoli attraverso il sistema cardiovascolare. L'attività aerobica è caratterizzata da uno sforzo moderato prolungato nel tempo. Nell’esercizio anaerobico, invece, l’organismo necessita di molta energia in pochissimo tempo, ottenuta senza usare ossigeno per la combustione dei substrati energetici. Sono esempi di attività aerobica il jogging, il nuoto, la bicicletta mentre gli scatti, i salti e il sollevamento pesi sono attività anaerobiche.

Quali sono i vantaggi dello sport per chi è affetto da diabete?

Lo sport agisce nei diabetici come cinque farmaci: migliora la resistenza insulinica, riduce trigliceridi e colesterolo, riduce l’ipertensione, migliora il plasminogeno una sostanza fibrinolitica che fluidifica il sangue scongiurando episodi trombo embolici, distribuisce il grasso nel corpo grazie alla sua azione lipolitica. Dunque lo sport rappresenta una polipillola

Esiste dal punto di vista biologico una differenza tra sport agonistico e non agonistico?

No, non vi è alcuna differenza dal punto di vista biologico. L’Italia è la nazione al mondo che più protegge lo sportivo attraverso leggi severissime. In America al pugile che deve disputare un incontro viene firmato un certificato qualche minuto prima del match. Purtroppo, però, la burocrazia italiana si "perde" nei dettagli. Se si fa parte di una società sportiva che disputa campionati viene richiesto un certificato di attività sportiva agonistica che comporta la visita cardiologica, l’ettrocardiogramma (sia a riposo che sotto sforzo), la spirometria e le analisi delle urine. Se non si è affiliati ad alcuna società non è richiesto. Anche nei giochi della gioventù a scuola finché sono a livello locale non è necessario alcun certificato, una volta superate le selezioni per poter accedere ai livelli regionali lo stesso sport viene considerato a livello agonistico. E questo è assurdo. Inoltre, a mio avviso, bisognerebbe rilasciare la certificazione di idoneità non più per tipologia ma per specificità sportiva.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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