Le Castella, un piccolo paradiso tra mare e leggende

Lun, 09/12/2019 - 11:00
A spasso per la Calabria

Circondato dall’azzurro del mare, su un isolotto di roccia che una lingua di terra collega alla riva, sorge uno dei castelli più suggestivi non solo del Sud Italia, ma dell’intera Penisola. Si  tratta del fortilizio di Le Castella, borgo marinaro di Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone.
Il nome Le Castella deriva dal fatto che un tempo si trovavano nelle vicinanze altre isolette su cui sorgevano sette fortificazioni militari volute da Annibale, il mitico condottiero cartaginese, per difendere la ritirata delle sue truppe verso l'Africa, dopo la mancata presa di Roma. Oggi, a parte Le Castella, tutte le isolette sono andate distrutte portandosi dietro i Castra Hannibalis, i Castelli di Annibale. In ricordo delle fortificazioni finite in mare, si accompagna il castello superstite con l’articolo al plurale “le”, mentre Castella al singolare femminile fa riferimento all’unica isola rimasta.
L'attuale roccaforte poggia, quindi, su fondamenta risalenti al periodo Magno Greco, ma nel corso dei secoli normanni, svevi, bizantini, angioini e aragonesi elevarono sui muraglioni greci nuovi elementi difensivi modellati secondo i tempi. I vari interventi costruttivi sono ben evidenti ma qualcosa li accomuna: l'uso della tipica pietra locale.
All’interno della fortezza caratteristici sono i resti di un agglomerato urbano, una sorta di piccolo villaggio con botteghe e i ruderi di una chiesetta, denominata Cappella del Borgo, costruita in età aragonese.
Continuamente soggetta a incursioni da parte dei Turchi, la roccaforte rimase popolata fino agli inizi dell'800, anno in cui la popolazione si trasferì sulla terra ferma dando vita a un piccolo borgo di marinai, oggi l'attuale centro turistico.
Per la sua straordinaria bellezza che destava grande ammirazione tra i viaggiatori antichi, Le Castella fu oggetto di tante leggende. Secondo alcuni studiosi, ad esempio,  l'isola di Calypso, descritta da Omero nella sua Odissea, sarebbe da collocarsi proprio nelle vicinanze del borgo.
Inoltre, Le Castella, insieme a Capo Rizzuto e Capo Cimiti, farebbe parte dei mitologici tre promontori “Japigi”, così denominati dalla presenza di Japyx o Japige, figlio di Dedalo, uno degli artisti più valenti dell’antica Grecia. Stando a quanto riportato da Erodoto e Strabone, infatti, Japyx fuggì da Creta seguendo il padre in una spedizione in Sicilia. Durante il ritorno, una violenta tempesta lo fece naufragare presso le coste dell'odierna Calabria e alla località fu dato il nome di “terra Japigia".
Fra coloro che si sono innamorati di questo posto spettacolare, vi sono stati anche famosi registi, che vi hanno ambientato alcuni film, pietre miliari del cinema italiano: "Il Vangelo secondo Matteo" di Pier Paolo Pasolini (1964) e L’Armata Brancaleone di Mario Monicelli (1966) sono stati girati, almeno in parte, proprio a Le Castella.
Oggi quest'angolo di paradiso è divenuto una delle maggiori attrazioni di tutta la Costa dei Saraceni, oltre a essere stato adottato dalla Regione Calabria quale simbolo del turismo calabrese.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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