La luce partita da Portigliola illumina il mondo

Ven, 01/01/2021 - 10:30

Da Portigliola arriva la storia eccezionale di una donna caparbia, che è riuscita a seminare amore,  offrendo aiuto a chiunque ne avesse bisogno. Sembra una favola, in realtà è la storia di Giuditta Martelli, fondatrice della Congregazione delle Ancelle dello Spirito Santo. Grazie a questa Congregazione è stato possibile ricostruire la vita di questa meravigliosa donna.
Giuditta Martelli nasce a Portigliola il 13 Aprile 1893 da Francesco, medico condotto, e da Francesca Enrichetta Paola Petroli, casalinga, primogenita di dieci figli. La ragazza viene educata in casa da un’istitutrice, che le insegna la lettura, la scrittura, il ricamo e la musica. Nel 1912, mentre assiste alla messa nella chiesa parrocchiale di Condojanni, sente la chiamata del Signore, così da quel momento vive col desiderio di servirlo e aiutare i bisognosi. Nel frattempo, una serie di lutti sconvolgono la sua vita: nel 1919 muore il padre e nel 1922 il fratello Alfredo, a soli 17 anni. Durante questo doloroso periodo, Giuditta è l’unico conforto per la madre distrutta dal dolore. Trascorso il periodo di lutto, trova il coraggio di chiedere il permesso per poter diventare monaca, permesso che ottiene. Tuttavia, il giorno stabilito per la cerimonia della vestizione, scoraggiata da una lettera di Don Giuseppe Tropea, decide di non presentarsi. Ma dentro il suo cuore la volontà di servire il Signore non smette di crescere; così, dopo due mesi, un confronto con don Toscano la convince a eliminare ogni dubbio e il, 16 luglio 1923, nella chiesa parrocchiale di Portigliola, diventa monaca. Subito dopo lascia la casa paterna e, insieme a due amiche, fonda una piccola comunità di preghiera con l’obiettivo di aiutare le persone in difficoltà, gettando le basi di quello che, pochi anni dopo, sarebbe diventato l’istituto delle Ancelle Parrocchiali dello Spirito Santo. A poco a poco, infatti, la piccola comunità diventa numerosa con l’arrivo di altre suore; pertanto, nel 1928, Madre Giuditta chiede alla famiglia la casa che le spetta in eredità. La nascente comunità fa della carità la sua unica legge, tanto che le suore venivano chiamate “Le suore che vi vogliono bene”. Nel 1933 nasce, ufficialmente, la Congregazione, a Portigliola, col nome di Ancelle Parrocchiali dello Spirito Santo, denominazione che deriva dalla devozione allo Spirito Santo. Sin dall’inizio l’accoglienza è stata la guida di questa congregazione. Accoglienza ai poveri, ai bambini orfani o abbandonati e alle ragazze madri. Ha ospitato, per esempio, 70 bambini provenienti dai paesi disastrati dando loro calore umano, cibo, vestiti e la possibilità di studiare. Dal 1937 al 1949 l’Istituto ha una grande diffusione, nella Diocesi di Gerace-Locri, con l’apertura di nove case. Madre Giuditta muore il 21 maggio 1957, raccomandando al vescovo le sue figlie affinché continuino il cammino del bene. Tuttavia, dopo la sua morte, la Congregazione subì un periodo di disorientamento, riuscendo ad andare avanti solo grazie alla forza di volontà delle suore. Dopo aver ottenuto l’approvazione della Santa Sede il 25 marzo 1983, oggi la Congregazione opera, oltre che in Calabria, a Roma, in Lombardia e nelle Filippine.
Una piccola luce partita da Portigliola, con dedizione e amore è riuscita a illuminare la vita di tante persone, varcando i confini regionali e nazionali, insegnando come, con amore, si può arrivare ovunque, anche ai cuori più lontani.

Il vescovo della diocesi di Locri-Gerace, Francesco Oliva
“Dietro un tale carisma c’è solo l’azione dello Spirito Santo”
Lei pensa che questa congregazione ha la giusta considerazione nel nostro territorio?

In passato ha avuto una risonanza importante, poi uno sviluppo missionario, diventando una congregazione con una collocazione all’estero, in particolare nelle Filippine, coinvolgendo i giovani di questo paese. Oggi, nel nostro territorio, non ha l’attenzione che merita, nonostante sia stata istituita la casa di riposo di Sant’Antonio a Siderno; mentre negli anni scorsi a Locri, in via Trieste, c’era una casa di accoglienza per ragazze madri e bambini orfani. È una congregazione che svolge un bel servizio sociale e merita di essere sostenuta. Ci sono dei momenti in cui alcuni servizi hanno meno risonanza di altri; tuttavia è anche vero che le notizie positive fanno sempre meno notizia.
A che punto è il processo di beatificazione di Giuditta Martelli?
È in una fase istruttoria, è stato costituito il tribunale che ha ascoltato una serie di testimoni. Si è conclusa la fase diocesana, abbiamo presentato a Roma tutta la documentazione necessaria, adesso è richiesta l’integrazione. La Santa Sede ha chiesto ulteriori informazioni, ma la sua beatificazione potrebbe essere prossima. Madre Giuditta rappresenta una figura di santità che appartiene alle anime che si consacrano a Dio. Ha avuto un grande carisma con un seguito, visto lo sviluppo a Portigliola, a Locri, a Siderno, a Roma e nelle Filippine. Dove c’è un carisma così forte, vuol dire che dietro c’è l’azione dello Spirito Santo.

Il sindaco di Portigliola, Rocco Luglio
“Le Ancelle hanno colmato la mia infanzia di dolci ricordi”
La congregazione delle Ancelle, nata nel 1933, quale attività svolge oggi nel nostro territorio?

La Congregazione è da sempre stata la casa dell’accoglienza, un aiuto per tutti coloro che ne avevano bisogno. Negli ultimi anni ha svolto attività soprattutto all’estero, nelle Filippine; mentre nel nostro territorio la sua impronta si trova nella casa di riposo di Sant’Antonio a Siderno e, qualche tempo fa, nella struttura a Locri che accoglieva i minori abbandonati e le ragazze madri. Per anni la congregazione si è distinta come guida morale, spirituale ed economica, in quanto ha dato lavoro a tanti portigliolesi. Ha accolto tanti bambini abbandonati, offrendo conforto spirituale e amore; è stata la pioniera della modernità con l’accoglienza delle ragazze madri. Oggi, a Portigliola, sono rimaste due suore italiane e alcune filippine.
Che cosa pensa della fondatrice Giuditta Martelli e di questa congregazione?
Giuditta Martelli è stata una figura mite, dal carattere forte e determinato, carattere che le ha permesso di fondare questa congregazione e di farla sviluppare in Italia e all’estero in una Regione, come la Calabria, in cui essere poveri era la normalità. Grazie a lei, i disastrati di allora, sono stati accolti e confortati, colmando il loro smarrimento con amore. All’epoca era una struttura molto importante, visitata da grandi personaggi della Locride. A me lega un affetto particolare a questa congregazione e alle sue suore, perché è stata la prima struttura ad aver realizzato un asilo, diventato per noi bambini un punto di riferimento. Ricordo l’affetto e la tenerezza con cui ci trattava suor Carmelina. Hanno, sicuramente, riempito la mia infanzia di dolci ricordi.

Autore: 
Rosalba Topini
Rubrica: 

Notizie correlate