L’uomo che ha dedicato la sua vita alla musica

Dom, 15/03/2020 - 19:00

Venerdì 6 marzo è scomparso a Filadelfia Alfred McCoy Tyner, acclamato pianista statunitense considerato tra i pionieri nell'uso dell'armonia quartale applicata al jazz.
Proprio al ricordo della leggenda del jazz abbiamo dedicato la puntata del programma radiofonico “Jazz e dintorni”, che va in onda sulla frequenza 94.8 di Radio Roccella ogni martedì sera, alle ore 21:30. Durante la puntata, abbiamo ripercorso i più grandi successi di McCoy Tyner, raccontandone anche la straordinaria storia personale.
Nato a Filadelfia nel 1938, sin da giovanissimo comincia a suonare il pianoforte dedicandosi molto all’ascolto di Bud Powell.
Inizia la sua carriera nel 1960, suonando per un breve periodo con Benny Golson e Art Farmer ma, nello stesso anno, entra a far parte del quartetto di John Coltrane sostituendo Steve Kuhn al pianoforte. Il quartetto, che è rimasto nella storia del jazz per l’esecuzione di famosissimi standards tra cui “My Favorite Things” e “A love Supreme”, era composto da John Coltrane al sassofono, Elvin Jones alla batteria, Jimmy Garrison al contrabbasso e dallo stesso McCoy Tyner al piano.
La sua carriera è stata segnata in maniera indelebile dal ruolo ricoperto all’interno di quella storica ensemble: quello della tranquillità, della dolcezza, della serenità, in contrasto con la frenesia e l’inquietudine del suo leader, tanto che Coltrane, nel 1961, riferendosi a lui in una intervista disse: «Il mio attuale pianista, McCoy Tyner, “trattiene” le armonie e questo mi permette di dimenticarle. È come se mi desse le ali. Di tanto in tanto mi lascia decollare da terra». Parole che non possono che essere riferite a un immenso musicista.
Il suono del grande pianista ha contribuito a creare l’atmosfera della musica di Coltrane e, in una certa misura, di tutto il jazz negli anni ’60. Tyner ha suonato nel leggendario quartetto dal 1960 al 1965, anni d’oro anche per la musica, lasciando un’impronta così importante che il New York Times, nell’annunciare la sua dipartita, scrisse: “Quando si pensa a John Coltrane suonare ‘My Favorite Things’ o ‘A Love Supreme’, si può pensare al suono di Mr. Tyner quasi quanto a quello del sassofono di Coltrane”.
Tuttavia i rapporti con Coltrane diventano ben presto difficili, la svolta verso il free jazz e l'atonalità di Coltrane non piacciono a Tyner che ha un violento diverbio con Elvin Jones e, sentendosi di fatto escluso, lascia lo storico quartetto e da solista pubblica tra 1967 e 1970 con la Blue Note Records una serie di album di stampo hard-bop si cui “Tender Moments” ,“Time for Tyner”, “Expansions” e “Extensions” sono i maggiori esempi del periodo.
La musica di Tyner per la Blue Note e la Milestone spesso prende come spunto di partenza quanto fatto dal John Coltrane Quartet per svilupparne certi aspetti incorporandovi elementi musicali Asiatici e Africani. Per esempio, in “Sahara”, Tyner suona, oltre al piano, anche il koto, il flauto, e le percussioni. Questi album vengono spesso citati come esempi di jazz vitale e innovativo degli anni ‘60, pur non essendo né dischi di fusion né di free jazz.
Tyner, negli anni ‘80, ha inciso dischi e ha fatto tournée per il mondo con il suo gruppo, un trio che comprendeva Avery Sharpe al contrabbasso e Louis Hayes (e in seguito Aaron Scott) alla batteria.
Ultimamente Tyner incideva per l'etichetta Telarc Records e suonava con svariati gruppi, uno dei quali include Charnett Moffett al basso e Al Foster alla batteria.
McCoy Tyner era un musicista ispirato, che ha dedicato la sua vita alla musica, alla sua famiglia e alla sua spiritualità. L’eredità musicale che Mc Coy Tyner ci ha lasciato continuerà a ispirare fan e talenti futuri per generazioni e uno dei brani contenuto nell’album Passion Dance, “Song of the New World”, sa quasi di una forma di eredità che Tyner intendeva lasciare della sua musica.

Foto di Fabio Orlando

Autore: 
Enzo Nobile
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