L’eccezione di un “gran rifiuto” che conferma una regola assurda

Dom, 19/07/2020 - 16:30

Ha lasciato non poche perplessità (e innescato qualche polemica) il comportamento tenuto dalla Ministro all’Istruzione Lucia Azzolina in occasione della sua visita istituzionale di lunedì.
Ricostruiamo brevemente i fatti: venerdì scorso comincia a circolare tra i media locali la notizia che il Ministro effettuerà una visita in Calabria che la porterà anche a Locri. Il sindaco Giovanni Calabrese, una volta confermata la notizia, fa sapere a stretto giro non solo di non essere stato invitato ad alcuna cerimonia alla quale presenzierà la Ministro, ma addirittura di aver saputo la notizia dai giornali. Ad aggiungere mistero alla visita, il fatto che non avrebbe lo scopo di discutere della materia di competenza di Azzolina, la scuola, ma che avrebbe a che fare con la sigla di un protocollo sulla legalità che coinvolgerebbe l’Ostello Locride, struttura confiscata alle mafie e ristrutturata dal Comune di Locri con l’utilizzo dei fondi POR.
Mentre Calabrese scrive alla Ministro per darle comunque il benvenuto nella sua città e farle notare che il protocollo istituzionale avrebbe previsto altro, si viene a sapere che Azzolina sarà accompagnata nella sua visita dal Presidente della Commissione Parlamentarie Antimafia Nicola Morra e dal Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e si vocifera che l’invito al sindaco non sarebbe stato girato per questioni di sicurezza e garantire un più facile rispetto delle norme anticontagio da Covid-19. La Ministro, nel frattempo, telefona a Calabrese e si scusa per il mancato rispetto del protocollo istituzionale, affermando, riporta il primo cittadino in una breve nota pubblicata sui social, che tuttavia l’incontro al quale parteciperà non è stato organizzato dal Ministero e lei pertanto non sapeva della sua assenza.
In un modo o nell’altro l’incontro, che in un primo momento avevamo compreso si sarebbe svolto all’Ostello, avviene tra sorrisi e strette di mano presso l’Episcopio e Azzolina firma assieme a Nicola Morra e alla presenza di Nicola Gratteri il protocollo “LegaliTOUR” che permetterà alla cooperativa Goel di trasformare l’Ostello Locride nel simbolo di una ricettività sostenibile che possa dimostrare che anche dall’illegalità può nascere la bellezza.
A questo punto la Ministro parte alla volta di Catanzaro, dov’è attesa per parlare, questa volta sì dell’argomento di sua competenza, presso l’Ufficio Scolastico Regionale. L’incontro, organizzato in collaborazione con la Regione Calabria, prevede la partecipazione di diversi assessori della Cittadella, tra cui quello alle infrastrutture Catalfamo, che incalzerà Azzolina per avere maggiori certezze sulla riapertura e l’organizzazione settembrina delle scuole in modo tale da approntare un adeguato piano di trasporti.
Visto quanto accaduto poco prima a Locri e l’annunciata necessità di rispettare le norme anticovid, anche qui ci si aspetterebbe la presenza di un pugno di giornalisti e delle sole figure istituzionali indispensabili, invece si assiste a un piccolo bagno di folla che viene inaugurato dal saluto istituzionale (preparato su più fogli) del… sindaco di Catanzaro Sergio Abramo.
A questo punto lo schema dell’incontro di Locri sembra ricordare da vicino altri “gran rifiuti” che hanno toccato l’Amministrazione. Ricordiamo la visita non annunciata dell’allora Ministro alla salute Giulia Grillo o la riunione che Rosy Bindi, all’epoca lei Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, tenne alla Caserma dei Carabinieri senza coinvolgere il Comune, una serie di eccezioni che sembrano confermare la regola che qualcuno voglia limitare il più possibile i contatti con Calabrese & Co., che pure in questi anni si sono sempre spesi con tale tenacia per la legalità da sfiorare talvolta il giustizialismo.
Esigendo il rispetto che il Governo ci nega da decenni, a questo punto, siamo noi cittadini che chiediamo chiarezza: se l’Amministrazione Calabrese è rea di condotte che a Roma appaiono poco chiare si prendano provvedimenti, altrimenti si rispettino i protocolli istituzionali a Catanzaro come a Locri.
Il perseverare in questa condotta è un’offesa che Giovanni Calabrese non merita né, tanto meno, la meritano i cittadini di Locri.

Autore: 
Jacopo Giuca
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