Inaugurata la Galleria dei Presidenti e intitolate le strade della Cittadella

Dom, 08/12/2019 - 12:30

Lo scorso 2 dicembre presso la Cittadella regionale a Catanzaro è stata inaugurata la Galleria dei Presidenti della Regione Calabria e l'intitolazione ai primi cinque Presidenti dell'Ente delle strade interne della stessa Cittadella. Alla presentazione delle due iniziative hanno preso parte gli ex presidenti di Regione, i familiari dei presidenti scomparsi, moltissime autorità, tra cui rappresentanti politici, consiglieri regionali e il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo.
“Si tratta di un momento storico – ha dichiarato il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio nel suo intervento introduttivo – in cui in questo luogo, che rappresenta la casa di tutti i calabresi, ricordiamo, con un'apposita galleria fotografica, coloro i quali hanno avuto l'onere e l'onore di essere eletti a presiedere la Giunta regionale della Calabria. E allo stesso tempo, doverosamente, ricordiamo i primi cinque Presidenti dell'Ente dalla sua istituzione nel 1970, intestando loro le vie interne della Cittadella. Il ricordo – ha aggiunto Oliverio – non è un fatto meramente nostalgico, ma è la ricostruzione della storia, quanto mai importante per il presente e il futuro di una comunità come la nostra. Ritengo che oggi più che mai sia indispensabile coltivare la nostra memoria collettiva, riannodare i fili della storia del regionalismo, che ha vissuto, in cinquant'anni, fasi alterne e delicate”.
Oliverio si è poi soffermato sulle cinque figure politche scomparse che hanno presieduto la Regione, a cui vengono intitolate le strade interne del palazzo regionale. “Si tratta – ha affermato - di cinque personalità di primo piano della storia politica calabrese: Antonio Guarasci, Aldo Ferrara, Pasquale Perugini, Bruno Dominijanni e Francesco Principe con cui ho anche condiviso tappe importanti del mio percorso politico e che hanno contrassegnato l'avvio e l'affermazione del regionalismo in una fase storica contraddistinta da grandi lacerazioni e crisi economiche”.

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