Gli 80 anni di Mina e quella giornata trascorsa con Angelo Laganà

Dom, 29/03/2020 - 19:30

Il 25 marzo 1940, a Busto Arsizio (VA) è nata Anna Maria Mazzini, detta Mina.
Imperativo formulare i più sinceri auguri alla cantante più famosa al mondo che, con le sue insuperabili qualità vocali e interpretative ha fatto innamorare i fan di cinque continenti.
Rai 3, in previsione della ricorrenza, le ha dedicato nel fine settimana un’intero programma in cui hanno parlato artisti di nota fama, da Fiorello a Giorgia. Ma è a Roccella Jonica che abita Angelo Laganà che, essendosi esibito con Mina sullo stesso palco è tra i pochi a essere stato al suo fianco per un’intera giornata e ad aver collaborato fattivamente con lei.
«In effetti - spiega Laganà, - ho avuto il piacere di esibirmi assieme a Mina a Siderno giovedì 28 luglio 1966, come si legge sulla locandina del concerto che tuttora conservo gelosamente».
In quegli anni d’oro della musica leggera la Calabria si è distinta per aver organizzato innumerevoli spettacoli di cantanti molto conosciuti, come Rita Pavone, Aurelio Fierro, Riccardo del Turco e Domenico Modugno.
«Ricordo - continua Laganà, - che l’organizzatore del famoso evento era un pompiere di Siderno che, grazie alla collaborazione con l’E.P.T., ha avuto l’abilità di far esibire cantanti e artisti molto popolari in un’unica serata, quella de “Il Gelsomino d’Oro”. Oltre a Mina, ovviamente considerata l’ospite d’onore, sul palco sono saliti Nino Taranto, Claudio Lippi, Giovanni Lacquaniti, Vincenzo Monti e il complesso dei “Jokers”, di cui facevo parte assieme a Pino, Nino Cimato, Gino Lanzetta, Nicola Marcellino, Pino Borzomì e Armando Barrile. Vi lascio immaginare quanta gente sia arrivata da tutte le parti della Calabria».
L’aspetto più incredibile di questa storia, tuttavia, è la nascita di un rapporto “speciale” proprio tra Laganà e Mina di cui, a tanti anni di distanza, l’artista di Roccella ancora non sa spiegare l’origine.
«È stata una di quelle cose che nascono spontanee, come la simpatia a pelle. Nelle ore che precedevano lo spettacolo serale, Mina si confidò con me, parlandomi della separazione da Corrado Pani e chiedendomi espressamente di aiutarla a gestire il pubblico in quella giornata. Ritengo che la mia faccia le abbia ispirato fiducia. Ricordo mi disse: “Angelo, rimani davanti alla porta del mio camerino e non fare passare nessuno, perché vado a riposare!” Il suo stato di disagio era palpabile, tant’è che il vestito nero che indossava quella sera le stava largo a causa di una rapida perdita di molti chili. Nonostante la stanchezza non rinunciava però ai suoi molti concerti, perché stava attraversando il momento di maggior successo della sua vita artistica. Quella sera ci siamo esibiti sul palco e Mina ha chiuso la serata con il suo gruppo mandando in delirio tutte le persone che sono appositamente arrivate per ascoltare la sua suadente voce. Il fatto che mi abbia chiesto di darle una mano per riposare almeno un paio d’ore è un ricordo per me indelebile, che mi è rimasto nel cuore. Momenti che mi vengono spesso in mente. Per questo motivo ritengo di essere stato un uomo fortunato e spesso penso a chissà quante persone, in quel particolare frangente, avrebbero desiderato essere al mio posto».
Dopo quella sera, ammette Angelo, i suoi tentativi di rientrare in contatto con Mina sono stati privi di risposta.
«Ma non le porto rancore - afferma il cantautore di Roccella, - anzi conservo nei miei pensieri, quelle ore speciali. Mina mi è rimasta nel cuore assieme all’onore che ho avuto di essermi esibito sul suo stesso palco. Un’altra circostanza mi accomuna inoltre a lei, mi riferisco alla collaborazione con l’autore milanese Alberto Testa, che ha scritto il testo, assieme a Federico Balestrieri, della canzone da me composta “Tornar bambino”, lanciata da Mino Reitano.
«Mi resterà - conclude Laganà, - la piacevole sensazione che porterò per sempre nel mio cuore assieme alle foto che conservo gelosamente, inserite nel libro del mio curriculum che l’ex Provincia di Reggio Calabria ha stampato facendomi l’onore di ritenermi un personaggio che ha dato tanto alla propria terra».

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