Enoturismo e “Vini Buoni d’Italia” a Cirò

Lun, 09/04/2018 - 11:20
ConVersando…

Un settore in buona salute quello dell'enoturismo, che vanta 14 milioni di accessi e un fatturato di almeno 2,5 miliardi di euro ma che fatica a decollare. Non si riesce, infatti, a mettere a profitto tutto il suo potenziale economico e occupazionale per la carenza di solide strategie pubblico-private che mettano in rete e a sistema le risorse di un Paese in cui il vino e il buon cibo sono profondamente interconnessi con le bellezze artistiche e paesaggistiche di tanti territori. Questa la fotografia scattata sull'Italia. Malgrado le difficoltà anche la Calabria sembra uscire dall'ombra. La cenerentola del vino da qualche tempo sta tentando di pianificare un’offerta turistica che arrivi a soddisfare i numeri dei viaggiatori che prediligono la nostra regione anche in virtù della ricchezza varietale dei vitigni che segnano il profilo del territorio, dai monti fino al mare, e quella gastronomica di presidi territoriali che sono celebri e apprezzati in tutto il mondo. Su questa immagine, che può essere il fulcro significativo per la promozione di un marchio Calabria, ha discusso il mondo del vino calabrese a Cirò in concomitanza con la presentazione della guida Vini Buoni d’Italia. Nella torre merlata di Torre Melissa si sono ritrovati, sabato 7 aprile, il presidente del consorzio Vini Cirò e Melissa, Raffaele Librandi, il presidente dell’enoteca regionale, Gennaro Convertini, insieme al coordinatore della guida edita dal Touring Club Italiano, Umberto Gambino. Vino come motore turistico del territorio ma anche premiazione dei produttori calabresi recensiti nell’edizione 2018 nel corso della serata, seguita da una degustazione dei vini incoronati e di altri imprenditori della rete regionale del vino calabrese. Una bella vetrina che ha anticipato la missione dei produttori regionali per il Vinitaly 2018.

Autore: 
Sonia Cogliandro
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