Avevo un sogno per la Locride…

Dom, 22/09/2019 - 12:20

I Righeira cantavano “L'estate sta finendo”, il rombo di tuono, ancora lontano, incombe minaccioso su una delle ultime serate al chiaro di luna. Intanto le auto risalgono con il loro carico di biciclette, canoe, bimbi vocianti e l'immancabile nduja. Sì, perché delle tante cose buone della nostra gastronomia solo la nduja pare avere identità nota. Un ammasso di scarti, ma con tantissimo peperoncino. Da offendersi. Per l'identità. Ma è il tempo dei bilanci, che ricorrono immancabili, come i tuoni in lontananza, il mare increspato e... la Festa di Portosalvo, a Siderno, che chiude la lunga stagione di sagre paesane. La più importante. Grande e ricca, come la sguta da Guinness. Nel bilancio di quest'anno un posto di riguardo l'assegno alle tre pagine della Riviera. Ai tre bellissimi pezzi di Condarcuri, Criaco, Crinò. Tutti con la C. Nei citati ritorna con forza il tema del distretto della Locride, del patrimonio archeologico, ambientale, enogastronomico, unico per ricchezza e caratteristiche ambientali.
Ma si va oltre. Giustamente. Perché bisogna pensare in grande. Si ipotizza un grande museo della Locride, che offra alloggio ai Bronzi, ai Dioscuri, al cavaliere Marafioti, al Trono Ludovisi e a Madame Persefone che fa bella mostra di sé nel museo di Berlino.
Solo a pensarlo, un sito così, fa girare il capo.
Un biglietto da visita del tipo Grad.Uff. Cav. Prof. On.
Incredibile.
Da tempo, da quando mi occupavo di mezzogiorno, sognavo un modello di sviluppo fondato su turismo, agricoltura e cultura.
Sognavo il passaggio concettuale dalle riviere alle vallate. Da noi la distanza mare-monte è minima. Sognavo il censimento delle abitazioni rurali, da recuperare, con la ristrutturazione dei borghi per farne albergo diffuso. Sognavo il superamento di tante piccole identità amministrative, almeno relativamente ai servizi e alla pianificazione e gestione del territorio.
Sognavo un sistema di trasporto intercomunale a pettine con soste ogni 500 metri. Sognavo i borghi e le città della Locride come i quartieri di una sola Città di oltre 100mila abitanti. Coloratissimi quartieri dei pescatori, murales a coprire il degrado e a raccontare la nostra storia. E infine un Festival internazionale su Letteratura e Mito nell’Antica Grecia.
Turisti ne son venuti. L'offerta è notevolmente migliorata in tutti i settori. Accoglienza, cartellone spettacoli, gastronomia etc.
Eppure ancora siamo al rullaggio in pista.
Penso che tra i tanti problemi il primo da affrontare sia proprio la governance del territorio. Comuni, Città Metropolitana, Regione, Parco, Assemblea dei Sindaci, Consorzio di bonifica. Tanti Enti che vanno in ordine sparso con idee spesso contrastanti, gelosi del particolare. Costituiscono un problema, innanzitutto perché sono deputati a risolvere i problemi dei servizi infrastrutturali. Pensate alla vergogna della strada di Gerace.
I privati stanno facendo la loro parte. Il pubblico non trova i soldi per una strada fondamentale per il territorio. O per completare i restauri dei meravigliosi mosaici della villa romana di Casignana. Potrei continuare all'infinito. Al momento se ancora non c'è, proporrei un biglietto unico che consenta di visitare il Museo di Reggio, la Villa romana di Casignana, il Museo di Locri, quello di Kaulon.
Magari con un servizio di Metropolitana di superficie, fatto dalle vecchie littorine.
Ma forse sto ancora sognando. E al risveglio temo l'approssimarsi del temporale.

Autore: 
Francesco Riccio
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