ASD San Luca 1961. Un anno da incorniciare

Dom, 05/01/2020 - 13:00

Per il San Luca calcio, il 2019, così come il 2018 è un anno da incorniciare. Appendere alla parete più bella al fine di tramandarlo ai posteri e a quanti hanno a cuore, da un punto di vista statistico, gli avvenimenti sportivi e calcistici che hanno interessato e condizionato la nostra epoca. E non solo perché il San Luca ha vinto il campionato di promozione frantumando tutti i record possibili e immaginabili, non ultimo quello del maggior numero di reti a livello nazionale segnato nel corso di una competizione. Ma perché al suo primo anno nel campionato di Eccellenza, sta dettando legge e comanda la testa della classifica con due punti sulla più diretta inseguitrice. I punti potevano essere molti di più, almeno 6, se arbitri prezzolati e spudoratamente in mala fede non avessero penalizzato più di quanto possa essere considerato lecito, alcune partite. Ha vinto la Coppa Italia dopo averla sfiorata nel 2018, e a questo punto, e quando siamo arrivati al giro di boa, ha buone possibilità, se non interverranno forze esterne, di vincere anche il campionato di Eccellenza al primo tentativo. Dico se non interverranno forze esterne, perché a dire la verità, queste forze che appartengono a un potere occulto sotto forma di potere politico, si sono già fatti vedere e hanno combinato diversi danni.
Mi spiego meglio: il San Luca chiude il girone di andata con 32 punti, potevano essere almeno 38 se gli arbitri designati nelle gare contro il Trebisacce, Bocale e Locri, avessero concesso al San Luca, sul risultato di parità, dei sacrosanti calci di rigore, sui quali non aggiungo più di quanto ho già detto in precedenti interventi, ma invito a rivedersi i vari filmati delle partite incriminate. E come se non bastasse, nell’ultima partita dell’anno che sta per congedarsi, il recupero di Sambiase, la mala fede dell’arbitro e dei suoi due collaboratori ha superato i limiti della decenza e della vergogna, sulla quale è necessaria una urgente e profonda riflessione prima che le forze occulte inginocchiano definitivamente una realtà calcistica che obiettivamente parlando sembra dar fastidio a molti. Sfido chiunque a smentirmi, filmati alla mano, e soprattutto invito i vertici della LND , acronimo non di una marca di insetticida ma sigla della nostra Lega nazionale Dilettanti, a mettersi una mano sulla coscienza e verificare uno per uno tutti gli episodi da me segnalati.
Posso pure capire, da un punto di vista geo-politico che altre realtà urbane, molto più grandi, meritano palcoscenici più importanti e prestigiosi, ma se il messaggio dello sport in genere, del calcio in particolare, è che deve trionfare e sventolare sempre la bandiera della meritocrazia e della lealtà, allora non capisco come ci si intestardisce a mettere il bastone fra le ruote del San Luca che fino ad oggi, merita tutto quello che si è conquistato sul campo a differenza di altre realtà che senza l’aiutino sarebbero distanti anni luce e non avrebbero più motivo di continuare a fare voli pindarici.
Cerco di essere ancora più chiaro. Un arbitro al pari di un calciatore può sbagliare o non essere nella sua giornata migliore. Ma se questo stesso arbitro sbaglia sempre a danno della stessa squadra e non è nella buona giornata soltanto quando gioca contro il San Luca, allora qualcosa non funziona e va assolutamente portata in superficie e messa alla gogna perché il calcio è soprattutto competizione sana e leale, e non contesa geo-politica.
A Sambiase, con tutto il rispetto per la squadra di casa che ha giocato la sua onesta partita, e come ho più volte sostenuto, è una delle realtà calcistiche più importanti, classifica a parte, l’arbitro designato, coadiuvato da due collaboratori non all’altezza del compito che gli è stato assegnato, ha usato due metri e due misure, perché mi deve spiegare come mai ha espulso Romero per proteste contro un fallo che era stato commesso dal calciatore del Sambiase, e qualche minuto prima ha soltanto redarguito con il giallo, un fallo di un attaccante del Sambiase sul portiere del San Luca, che addirittura era da codice penale, non solo rosso. E mi deve spiegare lui e suoi due collaboratori, il perché di una serie di falli fischiati a favore della squadra di casa, che hanno fatto ridere anche il più incallito dei tifosi Sambiasini.
P.S. Ho visto e rivisto il filmato del fallo che è costato l’espulsione a Romero. L’attaccante del San Luca si avvicina al calciatore di colore del Sambiase, Diop, e lo colpisce leggermente con un calcetto. Quasi una carezza. È chiaro che la decisione dell’arbitro, è stata condizionata sicuramente dal colore della pelle del calciatore che ha subito il fallo. Perché di queste istintive e innocenti cattiverie, ogni domenica se ne vedono a non finire. Io sono convinto che se Romero avesse toccato un calciatore non di colore, sicuramente l’arbitro ci avrebbe pensato due volte, prima di tirare fuori il cartellino rosso.
Questa è un'altra storia sulla quale bisogna riflettere, perché se è vero come è vero che tutti siamo uguali, e per me non esiste colore della pelle, siamo tutti figli dello stesso Dio, questo deve valere anche per chi pratica sport, a qualsiasi livello.

Autore: 
Antonio Strangio
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