Antonio Talia, il sindaco che risollevò Samo dalla miseria

Dom, 08/12/2019 - 19:00

Lo scorso 29 novembre è ricorso il cinquantesimo anniversario della morte del Sindaco Emerito di Samo, Cavaliere Antonio Pasquale Talia. Ancora oggi la popolazione di Samo ricorda con molta commozione e affetto la grande e forte disponibilità del Sindaco per i bisogni di ogni cittadino e per la salvaguardia del territorio. Nel periodo in cui il Cavaliere Talia esercitò la sua attività amministrativa (gli anni dal 1952 al 1955, dal 1955 al 1959 e dal 1964 al 1969) il paese di Samo era veramente ridotto in miseria, come tutti i paesini interni, magistralmente descritti dal regista Caloprestri nel recente film “Aspromonte, terra degli ultimi”. Mancava tutto: lavoro, alloggi, strade, fognature, acquedotto, materiale sanitario e igienico, insomma, tutto quello che può consentire a una popolazione una vita dignitosa. Gran parte delle persone si guadagnava da vivere lavorando “alla giornata” nelle terre dei proprietari, dall’alba al tramonto inoltrato. Senza alcun rispetto dell’orario lavorativo, la povera gente spesso veniva mandata via senza paga e con pesanti insulti. La vita delle famiglie era veramente triste, soprattutto quella degli anziani e delle donne e, naturalmente, anche quella dei bambini, per i quali non c’erano asili e scuole adeguate. All’atto dell’assunzione in carica, il Sindaco Talia si trovò, naturalmente, in grandi difficoltà, anche perché il Comune era in debito di una somma ingente. Con molti sacrifici, anche per la popolazione, il Cavaliere Talia, tra il 1954 e il 1955 pagò il debito. Continuò poi, negli anni a seguire, la sua azione di aiuto ai bisognosi e di risanamento del territorio, riuscendo, con l’aiuto dei politici dell’epoca, a realizzare grandi opere, a vantaggio della popolazione e del territorio. In particolare si ricordano: l’acquedotto comunale; 30 alloggi per terremotati (realizzando quanto previsto da una legge destinata alle popolazioni vittime del terremoto del 1908 e mai messa in atto fino ad allora nel paesino aspromontano); 12 alloggi per alluvionati; 4 alloggi INA – CASA; il completamento della struttura per l’asilo infantile; il restauro della sede municipale; la sistemazione delle piazze e delle vie del centro abitato e della campagna; la sistemazione dell’ambulatorio medico-farmaceutico che significò la permanenza continua del medico e dell’ostetrica; l’acquisto di macchine per scrivere, calcolatrici e tutto il materiale per gli uffici comunali; la realizzazione dell’edificio scolastico; la progettazione e la realizzazione del ponte della fiumara Laverde; la progettazione e la realizzazione del campo sportivo; l’ideazione e la progettazione della strada di collegamento Samo-Ferraina-Polsi (opera, purtroppo, rimasta incompiuta a causa della prematura scomparsa, a soli 56 anni, in un incidente stradale, del Sindaco Talia).
La realizzazione di queste opere ha determinato l’apertura di numerosi cantieri, nei quali furono impegnate ditte “forestiere”, e operai sia di Samo che dei paesi limitrofi.
L’impegno del Sindaco Talia per sollevare il paese di Samo e valorizzarlo sotto ogni aspetto, malgrado le opposizioni nemiche, non ebbe mai limite e ciò lo rese un amministratore impareggiabile, anche oggi, nel ricordo di tutti i cittadini. L’attaccamento al dovere, la sua bontà e umiltà, il rapporto umano e sociale coi cittadini, il dialogo con tutti, amici e oppositori, gli permisero di conoscere la psicologia delle persone e gli diedero la fiducia di continuare la sua lotta per il bene del paese. Animato costantemente dalla forte volontà di aiutare i suoi concittadini e di valorizzare Samo, non esitò ad affrontare ostacoli e pericoli. Sempre sostenuto dalla fede in Dio e dalla devozione a San Giovanni Battista, protettore del piccolo borgo aspromontano, nonché dai suoi consiglieri più fedeli, combattè con coraggio i suoi oppositori politici locali e fu ammirato e lodato dai grandi politici provinciali e nazionali.
Per i suoi servizi umani e sociali fu insignito dalle autorità competenti del titolo di “Cavaliere al merito della Repubblica”. Ciò lo rese veramente famoso nel paese e ovunque fosse conosciuto. La sua vittoria più grande fu, senza dubbio, la costruzione del ponte sulla fiumara Laverde. Grandi furono i sacrifici che il Cavaliere Talia dovette affrontare per la realizzazione di tale opera, di vitale importanza per lo sviluppo di Samo. La costruzione del ponte richiedeva una considerevole somma di cui il Comune non disponeva, per cui il Consiglio era titubante a votare la delibera di progettazione e realizzazione dell’opera. Che fare? Il Sindaco non si perse d’animo e, anche se da cittadino non era ricco, mise a disposizione della ditta appaltatrice quel poco che aveva, sacrificando anche la sua famiglia, naturalmente con il consenso della moglie. I suoi oppositori politici ribattevano: “U sindacu faci u ponti i sarzizzi, i si spettanu i sambali ca ora a vidanu ssa furtuna!”. Contro l’odio vinse l’amore per il bene del paese e della gente tanto amata dal Sindaco. Il capo della ditta, commosso, accettò l’offerta di finanziamento e, grazie anche all’intervento di altri politici locali e nazionali, il ponte si costruì. “Il ponte si deve fare” era il leitmotiv che accompagnava gli incontri del Cavaliere Talia con le leve politiche dell’epoca. Oggi il ponte è fatto, ma purtroppo è una realtà mal tutelata da chi di competenza, che ancora sottovaluta l’importanza e l’utilità di tale opera per la popolazione e per la ricchezza del paese.

Autore: 
Colomba Talia
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