Antonio Crinò: “In Australia c’è una parte di noi di cui non possiamo fare a meno”

Dom, 19/01/2020 - 13:30

Ho sempre immaginato che chi viaggia porti con sé un libro invisibile, per riempire le pagine di tutto ciò che di nuovo ed emozionante conoscerà e conserverà per sempre; infatti non si è mai gli stessi al ritorno.
Antonio Crinò, sindaco di Casignana, il 17 dicembre, con la sua famiglia, è volato in Australia. Nella Terra dei canguri ha trascorso tre settimane dividendosi tra Sidney, Melbourne e Canberra.
Un viaggio che lo ha arricchito di ricordi, di emozioni e tante storie che desidera condividere.
«In Australia è molto ricca la comunità di Casignana, sono circa duemila persone tra vecchie e nuove generazioni - ci racconta. - La loro presenza risale agli anni ‘50, tempi duri, tempi di fame, frutto di sacrifici e tanta voglia di affermarsi, in una terra in cui non c’è posto per le chiacchiere, per chi vuole bivaccare, oziare o vivere di espedienti senza lavorare. Si sono inserite perfettamente nel tessuto sociale che caratterizza il territorio grazie alla voglia di crescere, di lavorare e produrre. Durante il mio viaggio ho visitato famiglie di anziani, ho ascoltato i loro racconti mentre, con le lacrime agli occhi, mi parlavano delle difficoltà affrontate al loro arrivo, quando era molto difficile potersi inserire non conoscendo la lingua. Tuttavia, con tenacia, si sono aiutati tra di loro, passandosi anche le poche frasi fatte per comunicare l’essenziale allo scopo di sopravvivere a casa e a lavoro. Naturalmente non potevo non trovarmi coinvolto nel racconto, considerando che questa storia l’avevo già ascoltata da mio padre, anch’egli giunto negli anni ’50 e rimasto dieci anni a lavorare in quella terra insieme ai suoi fratelli, i cui figli e nipoti sono rimasti definitivamente nel continente. Ho conosciuto così tante persone, così tanti calabresi… Ne voglio citare tre in particolare, tutti originari di Casignana: Vincenzo Mollace, da sessant’anni in Australia, emigrato per sfuggire alla fame, ha iniziato a lavorare come manovale. Quando sono arrivati i primi soldi ha chiesto alla moglie di raggiungerlo, insieme hanno lavorato e costruito una bella famiglia, l’unica nota malinconica è la mancanza della propria terra d’origine. Mi è stato presentato, poi, Rocco Mustaca, un tenore devoto a San Rocco, che ha saputo creare un impero. Infine Vincenzo Pizzata, che partì dall’Italia all’età di sette anni e ha cominciato con lavori umili per poi diventare titolare della Mitsubishi a Sidney».
Ho posto alcune domande, al signor Crinò, incuriosita dai suoi racconti e dai suoi occhi rimasti ancorati alle meraviglie di questo affascinante continente.
Che sensazioni ha provato e quali emozioni vissuto non appena il suo aereo è atterrato in Australia?
L’emozione più grande l’ho provata andando ad abbracciare la mia gente. C’era la curiosità di andare a vedere questa Australia in cui tanti si sono trasferiti portando con sé un carico di speranze. Una terra in cui, grazie al loro impegno, alla loro tenacia, alla loro buona volontà e alla loro onestà, i calabresi sono riusciti a realizzare al meglio i propri sogni e a diventare il nostro orgoglio. Da parte mia, c’era molta curiosità di capire in che Terra stavo arrivando, ed è stato bello incontrare i parenti e gli amici.
Quanta Calabria c’è in Australia?
In Australia c’è tanta Calabria soprattutto dal punto di vista delle tradizioni, molto più forti rispetto a qui, perché noi, che viviamo la nostra terra quotidianamente, non abbiamo contezza dei valori che vantiamo; chi vive lontano, invece, li sente in modo più forte. I Calabresi, lì, sono riusciti a mantenere vivi i sentimenti più belli, come il senso di appartenenza al proprio paese, l’attaccamento alle proprie origini, e sono stati anche bravi a tramandarle alle nuove generazioni. Il 19 gennaio, per esempio, tutti i Casignanesi si riuniranno per rendere omaggio a San Rocco con una processione, con delle preghiere e dei canti, concludendo la giornata con un picnic.
Cosa porterebbe dell’Australia in Calabria?
La grande voglia di lavorare, l’ordine, la correttezza nei rapporti, il rispetto reciproco; d’altra parte loro non riescono ad avere gli scambi sociali che abbiamo noi.
Secondo lei, oggi, i calabresi in Australia sono uniti?
Si, sono molto uniti: ci sono club, locali in cui si riuniscono. In alcuni ristoranti è possibile trovare la pasta fresca o i dolci tipici calabresi con la ricetta arrivata direttamente dalla Calabria.
Il 9 gennaio, quando è rientrato in Calabria, quali sono stati i suoi primi pensieri, ricordando il suo viaggio?
Ho pensato di aver conosciuto persone che vivono bene, sono appagate, eppure sentono che gli manca qualcosa, ovvero il legame con la terra natia. La terra in cui nasci, se non la vivi, ti mancherà sempre. Per tutte queste considerazioni il Consiglio Comunale di Casignana si impegna ad attuare il gemellaggio tra il nostro centro e Chatswood (un distretto di Sidney): dedicheremo un posto agli emigranti australiani e un grande murales con le due cittadine. Questa visita istituzionale, con relativo gemellaggio, è stata coordinata da Mario Leone, un grande appassionato di storia e tradizioni popolari della nostra terra, emigrato in Australia da oltre trent’anni. Grazie al suo impegno si sono formate le assemblee dislocate sul territorio di Sidney e nell’hinterland. Finalmente si è realizzato un gemellaggio con la città di Chatswood, in realtà già programmato dalla precedente Amministrazione Comunale di Casignana con il sindaco Pietro Crinò, che purtroppo non si è concretizzata. Tutti noi, pertanto, viviamo le nostre giornate con la consapevolezza che in questa terra lontana c’è una parte di noi di cui non possiamo né vogliamo fare a meno.

Autore: 
Rosalba Topini
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