“Natale in casa Cupiello” in salsa Locridea? Si può…

Ven, 01/01/2021 - 18:00

A Natale, per quanto condizionato dalla pandemia, non possono mancare mai due appuntamenti. “Una poltrona per due” e “Natale in casa Cupiello”. Il primo, film del 1983, regia John Landis, viene riproposto nella versione originale, il secondo, nota opera teatrale di Eduardo De Filippo del 1931, quest’anno ci viene riproposto dal regista Edoardo De Angelis con Sergio Castellitto nel ruolo di Luca Cupiello. Senza addentrarci nell’annosa questione “i classici possono essere rivisitati?” rispondiamo subito di “sì” e ci togliamo una volta per tutte il pensiero. Possono essere rivisitati a patto che lo siano davvero, altrimenti si faccia vedere l’originale con Eduardo De Filippo, Pupella Maggio, Luca De Filippo e Lina Sastri e nessuno avrà a che ridire. Ma se operazione di rivisitazione va fatta, che la si faccia almeno bene. E non mi riferisco agli attori, quanto alla scenografia e alla regia. Per intenderci l’anno scorso il regista Mario Martone ha girato il film “Il sindaco del rione Sanità”, vincitore del Leoncino d’oro 2019 a Venezia, dall’omonima opera teatrale di De Filippo, con un cast di tutto rispetto. Ma l’ambientazione era ai giorni nostri adattando persino il dialetto al gergo attuale dei malavitosi napoletani. Nulla è andato perduto del significato quanto mai attuale dell’opera di De Filippo. Anzi ne ha esaltato l’universalità e l’adattabilità ai nostri giorni. Per tornare al Natale di Luca Cupiello, De Angelis non sceglie né l’originale né la rivisitazione e finisce col confezionare un ibrido che scontenta tutti. Si sarebbe preferito vedere l’opera tragicomica calata nella realtà attuale, persino non napoletana. Perché la sua forza risiede al di là dello spazio temporale e al di là della locazione. E sarebbe interessante vedere una versione in dialetto calabrese, ambientata ai nostri giorni e in un borgo dell’entroterra della Locride. Il personaggio di Luca Cupiello lo affiderei al nostro bravo Antonio Tallura, che di sicuro gli darebbe lo spessore giusto. Perché di tutte le opere di Edoardo De Filippo, “Natale in casa Cupiello” è la meno napoletana e la più universale di tutte.

Autore: 
Francesco Femia
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