Uno “Stato parallelo” potrebbe aver favorito la latitanza di Matacena

Mar, 10/07/2018 - 18:20

Il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo, nell'ambito del processo “Breakfast”, ha depositato ieri un dossier che costituirebbe attività integrativa di indagine nei confronti dell'armatore ed ex deputato Amedeo Matacena, rifugiatosi in Libano per sottrarsi a tre anni di galera decisi per lui dalla Corte Suprema di Cassazione in seguito alla condanna per concorso esterno in associazione mafiosa. Nella voluminosa documentazione il pm non esita a ipotizzare l'esistenza di un vero e proprio “grumo di potere” costituito da imprenditori e politici, massoni deviati e servizi infedeli a sostegno del progetto di fuga all'estero di Matacena, una sorta di “Stato parallelo” per fare chiarezza in merito al quale sono stati chiamati sul banco dei testimoni Marcello Dell’Utri e Vincenzo Speziali junior, per gli inquirenti collegati alla vicenda che vede coinvolti anche l’ex Ministro dell’Interno Claudio Scajola e l’ex moglie di Matacena Chiara Rizzo. Nella lista proposta dal Lombardo figurerebbero anche il segretario nazionale di Democrazia Cristiana Giuseppe Pizza, il pentito Cosimo Virgiglio (già dimostratosi conoscitore degli ambienti massonici e tessitore di una rete più volte piazzatasi a protezione di latitanti eccellenti) l'ambasciatore Giorgio Starace e il colonnello Paolo Costantino. Ancora non chiara, per di più, la posizione nella quale sarà chiamato a testimoniare Dell’Utri, che avrebbe dovuto essere a Reggio Calabria già in queste ore salvo poi saltare l'ultima udienza a causa di problemi di salute che gli sarebbero peraltro valsi il recente trasferimento agli arresti domiciliari. Una perizia medica lo avrebbe giustificato, ma resta atteso per il 18 luglio in veste di testimone estraneo ai fatti salvo clamorosi e non esclusi colpi di scena.

Rubrica: 

Notizie correlate