Un ciclo di incontri per dire no al regionalismo differenziato

Sab, 06/07/2019 - 17:40

In questi giorni nelle stanze del Governo si sta giocando una partita molto pericolosa per il futuro assetto istituzionale del nostro Paese. La discussione a senso unico tra Esecutivo e le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna su una materia fondamentale come l’autonomia differenziata che non può e non deve essere considerata solo un loro esclusivo affare.
Quando si richiedono, per come previsto dalla Costituzione, maggiori deleghe per la gestione di servizi e materie che incidono direttamente sulla qualità della vita dei cittadini si dovrebbe tenere conto anche e soprattutto di quanto la nostra stessa Carta fondamentale prescrive, nell’interesse collettivo superiore, in tema di uguaglianza tra cittadini e territori.
La “furbata” di proporre in prima battuta il finanziamento della gestione dei servizi aggiuntivi richiesti dalle Regioni sulla base della cosiddetta “spesa storica” non è altro che il perpetuarsi di un imbroglio ai danni della popolazione meridionale.
Infatti, come ha dimostrato in maniera incontestabile un recente studio della Svimez già ora per quanto attiene la spesa del settore pubblico allargato (comprendente cioè i diversi servizi) al centro-nord viene trasferito il 71,7% delle somme sulla base di una percentuale del 65,7%  della popolazione complessiva italiana mentre, al sud la spesa di ferma al 28,3% nonostante la popolazione raggiunga il 34,3%.
Questo concretizza una minore spesa per il Sud pari a circa 61 miliardi di euro che vengono sottratti ai cittadini meridionali e che vanno ad arricchire altre aree del Paese.
Se fosse stata approvata la riforma costituzionale oggetto del referendum del 4 dicembre 2016 tutti questi problemi non si sarebbero posti. Infatti, in quella proposta, si prevedeva una maggiore uniformità tra le regioni e un rafforzamento dei poteri del governo, in tema di regionalismo differenziato, con la previsione della cosiddetta “clausola di supremazia” per garantire omogeneità nell’erogazione dei servizi sull’intero territorio nazionale e, per bilanciamento, l’istituzione di un Senato su base regionale.
Non meno pericolose e dannose sono le altre previsioni di spesa inserite negli schemi d’intesa tra Governo e le tre Regioni in discussione attualmente.
Che l’autonomia differenziata voluta dalla maggioranza giallo-verde sia una vera e propria secessione dei ricchi, dunque, non è solo la sintesi di un ragionamento politico e sociale ma qualcosa di pericolosamente possibile e dimostrabile.
Perplessità molto serie si evidenziano anche per il carattere politico delle scelte che si vogliono adottare con il rischio di spaccare in due l’Italia come hanno ampiamente denunciato numerosi ed  autorevoli costituzionalisti.
Si ripropone, quindi, con forza e in termini ancora più drammatici la storica ed irrisolta questione meridionale:  Nella nostra Costituzione è sancita l’equa distribuzione delle risorse ma se i territori non sono tutti uguali non ci sarà mai eguaglianza e con i provvedimenti che il Governo vuole adottare, è fuori dubbio, che si relega alla definitiva marginalità il Mezzogiorno che verrebbe definitivamente affossato.
A fronte di questo rischio mortale per lo sviluppo del Sud e per la qualità di servizi come ambiente, sanità, mobilità, scuola, tributi e investimenti in energia, il Partito Democratico continua a lanciare l’allarme e vuole farsi promotore di un’azione politica che si traduca in una rivolta delle coscienze, in un’opposizione sociale ampia e trasversale, che coinvolga tutte le componenti della società.
Anche per questo è indispensabile che, ad ogni livello, si faccia sentire forte la voce di quanti si oppongono allo scempio istituzionale che si sta preparando.
Non possono, dunque, tacere le Regioni meridionali così come ha ben sottolineato il presidente Oliverio. Non possono tacere i Consigli regionali che, anzi, dovrebbero prendere spunto da quanto fatto dall’Assemblea calabrese guidata da Nicola Irto che il 30 gennaio scorso ha approvato all’unanimità una risoluzione che esprime forte preoccupazione circa le ipotesi di autonomia differenziata e che diffida il governo nazionale a compiere scelte che possono incidere sui diritti civili e sociali dei cittadini che devono essere garantiti in maniera uniforme sull’intero territorio nazionale.
Non possono tacere i parlamentari e, in primo luogo quelli eletti nelle circoscrizioni meridionali che devono far sentire il peso e l’esclusivo ruolo legislativo delle massime assemblee elettive; Non possono stare in silenzio i Consigli comunali che dovrebbero provvedere ad approvare documenti ufficiali da inviare alle più alte cariche dello Stato; Non possono rimare ancora in silenzio le forze sociali, imprenditoriali, della scuola, della sanità, dei trasporti.
Il Partito Democratico ritiene che c’è, dunque, l’assoluta necessità etica, morale, sociale e politica che tutti insieme: forze politiche e sociali, classi dirigenti, istituzioni elettive di ogni ordine e grado, e le varie componenti della società parlino con una voce sola e facciano arrivare a Roma la loro protesta per quello che si sta caratterizzando un vero processo disgregativo e come un colpo definitivo per la Calabria e l’intero Meridione di sperare, in linea con i dettami della Costituzione che riconosce ai cittadini uguali diritti, di far parte integrante e a pieno titolo del Paese.
Allo stesso tempo la Federazione metropolitana di Reggio Calabria del PD ha già avviato una serie di iniziative pubbliche per sensibilizzare i cittadini sui rischi che l’autonomia differenziata, così come attualmente proposta, comporterà per tutti.
La prima iniziativa d’area è stata portata a compimento, alla presenza di centinaia di persone, lo scorso 2 luglio a Cittanova dove si è registrato un dibattito molto partecipato e al quale hanno portato preziosi contributi alla discussione sindaci, rappresentanti degli enti locali, del sindacato e del volontariato. Gli altri incontri già programmati sono:

  • Area della Stretto: Martedì 9 luglio dopolavoro ferroviario ore 18 Reggio Calabria;
  • Area della Locride: Mercoledì 10 luglio biblioteca comunale ore19 Siderno;
  • Area Grecanica: Martedì 17 luglio ore 21 a Palizzi in Piazza dei Martiri.

Federazione Metropolitana PD Reggio Calabria

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