Sui social è polemica per la nuova campagna pubblicitaria delle Ferrovie dello Stato, ma apriamo gli occhi

Mar, 11/09/2018 - 18:02

Si è scatenata la polemica. Prevedibilissima. L'ultimo cartellone pubblicitario di Busitalia, il servizio di trasporti su gomma delle Ferrovie dello Stato, ha dato il via a tante scalpitanti ditina che improvvide hanno preso a picchiettare sulle tastiere. La nuova campagna pubblicitaria ritrae una giovane donna, sicura di sè, con lo zaino in spalla e una balda coda di cavallo, pronta a prendere il pullman per affrontare nuove sfide. "Porta al Nord il meglio del Sud" recita il cartello. La pubblicità, secondo le polemiche social, incoraggerebbe la ormai inarrestabile fuga dei cervelli che sta spolpando il Sud a favore del Nord. Polemiche giustificatissime, sebbene si stiano consumando solo ed esclusivamente nella circoscritta arena virtuale dove, non ce ne rendiamo conto, non saremo mai né ombre né polvere.

Da tempo ormai il Sud è in preda a un'evasione di giovani menti che lo sta triturando. Scappano al Nord, forse per sempre, magari per un po'. Non cercano solo lavoro, cercano rispetto. Cercano gratificazione. Dignità. Lavorare al Sud oggi, nella stragrande maggioranza dei casi, significa accettare a testa bassa un contratto part time di 16 ore a settimana per 400 euro al mese per poi sgobbare da lavoratore a tempo pieno 40 ore a settimana. Significa lavorare per 2,50 l'ora e non essere considerato sfruttato ma fortunato. Anzi, peggio: c'è chi pretende da te persino riconoscenza. Le ferie, se concesse, non sono pagate, la tredicesima è preistoria, i contributi devi versarteli tu, rinunciando a una parte del già ridicolo stipendio. Accumuli ritardi asfissianti nel pagamento delle mensilità, tanto che alla fine perdi pure il conto. Senti che il futuro ti ha sbattuto la porta in faccia, girovaghi mano nella mano con l'offesa e l'umiliazione, non hai più fiducia negli altri, mandi a fanculo le passioni. E ti annichilisci, giorno dopo giorno.

Accaniamoci (possibilmente anche al di fuori dei social) per questa situazione drammatica che accomuna tanti giovani del Sud, non per un cartello che non fa altro che ritrarre quello che in questi ultimi anni hanno prodotto tanti caporali che hanno anche la faccia tosta di voler passare per benefattori.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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