Ricorso sullo scioglimento di Canolo: Il Tar ordina la consegna dei documenti

Sab, 07/10/2017 - 10:36

Il ministero dell'Interno dovrà consegnare al Tar del Lazio tutti gli atti e i documenti valutati i quali è stato deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Canolo per infiltrazioni da parte della criminalità organizzata. La decisione arriva dai giudici della prima sezione del tribunale amministrativo, nell' ambito di un ricorso proposto dall'ex sindaco Rosita Femia, e dai consiglieri comunali Giuseppe Femia e Francesco Tafaria. Canolo, centro preaspromontano di solo 860 abitanti, era finito sotto la lente della Prefettura reggina che inviò una Commissione d'accesso per verificare se ci fossero ingerenze della 'ndrangheta nell'attività amministrativa. L'esito dell' accesso fu che gli organi elettivi cittadini furono ritenuti sottoposti a forme d'ingerenza da parte della criminalità organizzata, in grado di comprometterne la libera determinazione e imparzialità. Contro queste conclusioni è insorta l'allora amministrazione con un ricorso al Tar del Lazio. I giudici adesso hanno ritenuto necessario, ai fini della loro decisione, ordinare al ministero e alle altre amministrazioni statali competenti «il deposito di tutti gli atti e documenti in base ai quali è stato emanato il decreto di scioglimento» - si legge nell'ordinanza - e in particolare «delle relazioni della Commissione d'indagine incaricata degli accertamenti e del parere del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica». Gli atti dovranno essere depositati in versione integrale e privi di omissis. A questo si dovrà provvedere entro novanta giorni. Udienza di merito, davanti al Tar in composizione collegiale, il 20 giugno 2018.

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