Peppino al di là del cielo

Lun, 05/09/2016 - 16:46
Nella notte del 23 agosto scorso è venuto a mancare, all’età di 81 anni, Giuseppe Messinetti, che in città tutti conoscevano come Peppino. Giornalista sportivo, tifoso sfegatato del Crotone, recentemente aveva scritto un bellissimo libro, "Dalla Marinella a Via Cutro".

Un altro pezzo di storia è passato all’eternità, al di là del cielo. Una grave perdita non solo per Crotone, ma anche per la costa ionica. La sua presenza è stata indispensabile nell'evoluzione del Premio Pericle D’Oro, con le sue interviste a Gino Gullace, ad Adele Cambria, allo scienziato Fiodorof, a Vincenzo Mollica, a Nuccio Fava, a Dino Satriano, a Paolo Occhipinti, a Raf Vallone, a Nando Gazzolo e a tutti gli ambasciatori che si sono susseguiti nelle varie edizioni del Premio, per poi diventare lui un premio Pericle “Gino Gullace per il Giornalismo” nel 1966. Insieme a lui Maria Pia Fanfani, Don Antonio Mazzi, Emilio Argiroffi, Carmen Lasorella, e tanti altri. Questa la motivazione “Per la sua testimonianza appassionata e sincera su fatti, avvenimenti e storie calabresi che trasmette con stile brillante e personalismo”. Lui che aveva segnalato uomini eccellenti, consegnato statuette del busto di Pericle, insieme alla moglie Maria, dolcissima compagna di vita, lo raccontava tutti gli anni nella televisione preferita ”Video Calabria”. L’avevo conosciuto a Crotone, nel lontano 19… in una mia mostra alla Galleria “ll tripode”, presentata dallo scrittore Mario La Cava. L’allegria di Peppino, il suo modo di fare accattivante, mi hanno coinvolto, insieme alla sua semplicità di agire, di raccontarsi e raccontare il mondo che lo circondava. Amava smisuratamente la sua Crotone e lui, grande giornalista delle più grandi testate d’Italia, conoscitore della vita, la sapeva raccontare. Avevo conosciuto molti amici suoi, di grande valore e di grande intelligenza, ma la sua personalità, insieme alla dolcezza di sua moglie Maria e gli amici mi hanno fatto per sempre ricordare Crotone, incidendo indelebilmente nell'intimità della mia vita privata. Durante l’attesa di maternità di mia moglie,  seguita dal Primario Ginecologo dr. Carallo, dell’Ospedale di Crotone, Peppino, Maria e gli amici mi hanno accompagnato nel più importante avvenimento della mia vita. Mio  figlio Filippo è nato a Crotone, per coronare questo grande trionfo di amicizia e di accoglienza. Gli incontri si sono susseguiti ininterrottamente nel corso degli anni. Peppino e Maria erano sempre con noi nei momenti di gioia. Un mese fa una lunga telefonata con lui, come in un romanzo, ci ha trovati a dialogare a lungo del Premio, degli incontri, degli aneddoti,  l’ho sentito sereno e ne ero felice.
Avevamo stabilito che ci saremmo sentiti dopo qualche giorno, ma forse inconsciamente l’ultimo dialogo era il suo testamento. Una telefonata del figlio Silvio, che non avrei mai voluto ricevere, ci comunicava la morte del padre, di Peppino. Il mondo mi è caduto addosso mentre la mia mente si oscurava; come un film scorrevano inarrestabili la sua immagine, gli incontri, il sorriso, la sua bontà, il quieto vivere nell'essenzialità della sua vita. Caro Peppino Messinetti ti porterò inciso nel cuore insieme alla mia famiglia per la tua semplicità, umanità e la tua bontà.

Autore: 
Domenico Savica
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