Nuova scoperta a Kaulon

Mar, 08/10/2013 - 17:10

Sono trascorsi oltre 100 anni da quando l’eminente archeologo Paolo Orsi (co-fondatore del Museo della Magna Graecia) ha effettuato per primo gli scavi presso Punta Stilo (comune di Monasterace) portando alla luce i resti della superba colonia achea di  Kaulon (Caulonia). La città, il cui nome fa la tradizione risalire a Kaulo, eroe della guerra di Troia o ad “aulonia”, cioè valle profonda, era limitata a sud dal fiume Sagra sulle cui rive, in alleanza con Crotone, avrebbe subito una gravosa sconfitta dai Locresi e dai reggini grazie anche, come una leggenda racconta, all’intervento dei Dioscuri. Dai primi scavi è subito emerso un centro urbano principale recintato da mura , le fondamenta di un tempio dorico con numerosi ex-voto, i ruderi del centro abitato. Col passare del tempo il suolo ha gradatamente restituito altri reperti di notevole interesse quali, ad esempio, i resti di un piccolo tempio costruito fuori la cerchia delle cinta murarie e splendidi mosaici tra i quali risaltano due di splendida fattura, raffiguranti entrambi un drago, uno dei quali è stato subito classificato come “ il più ampio mosaico ellenistico reperibile al Sud”. Ed  ecco, recentissima, la  nuova sensazionale la scoperta: una tavoletta di bronzo contenente il testo più lungo, redatto in lingua achea, della Magna Graecia! La tavoletta, inizialmente difficile da interpretare a causa dell’erosione subita col tempo, è stata restaurata dal Museo di Monasterace e indi tradotta presso la Scuola Normale di Pisa. Il testo greco, risalente al V secolo, contiene una dedica votiva che fa riferimento ad un elenco di divinità su cui indagare per approfondire la conoscenza dei culti del tempo come pure il riferimento ad antiche locazioni, quale l’agorà (o piazza del mercato) della città che ha permesso una più chiara ricostruzione del complesso urbico sul quale si indaga da diversi anni grazie anche alle attente ricerche della dott.ssa Maria Cecilia Parra ( docente di archeologia della Magna Graecia presso l’università di Pisa) e il prof.Carmine Apollo  (laboratorio di Scienze dell’antichità della Scuola Normale). La nostra zona continua a restituire “primati” archeologici di evidente valore confermando nel reggino ( al cui interno ,tra l’altro ,non solo resistono ma anche inverdiscono, col tempo, le comunità grecaniche) il cuore della civiltà ellenica delle Magna Graecia.

Autore: 
Daniela Ferraro

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