Nati senza camicia

Mar, 11/11/2014 - 17:39

Ho deciso di raccontarvi la storia di due fratelli, Samuel e Susan che fin da piccoli non hanno avuto la fortuna di avere una vita facile, anzi…
I due fratelli vivevano in un piccolo paesino della Russia con una madre e un padre che, spesso faceva uso di alcolici e tornando a casa ubriaco fradicio violentava e picchiava la moglie con gesti che si imprimevano negli occhi dei bambini giorno dopo giorno. I due vivevano con l'incubo del padre, il più piccolo racconta che, guardando passivamente la violenza che la madre subiva, per avere un po' di conforto si stringeva al petto della sorella mentre osservava l'orrore. Molte volte i fatti furono denunciati, ma la polizia mai intervenne. La situazione un giorno precipitò. Era una notte buia e tempestosa, la madre si trovava con i figli in soggiorno, quando il marito più ubriaco che mai, tornato a casa, pieno di ira e collera sbatté la moglie contro un armadio, e fu la volta decisiva. La povera donna non riuscì per l'ennesima volta a resistere alla violenza e crollò. Con la sua morte, non si spense solo la sua vita ma anche quel briciolo di speranza che viveva nel cuore dei piccoli… il peggio doveva ancora venire, perché è proprio dopo la morte della madre che ebbe inizio il loro calvario. Furono mandati in un collegio dove persero la loro dignità di bambini. Qui ad accudirli vi erano quattro o cinque assistenti sociali, troppo pochi per gestire tanti bambini, infatti per riconoscerli, come nei campi di concentramento veniva assegnato loro un numero. Nel collegio c'era la possibilità di essere adottati, molte volte furono presi da diverse famiglie, ma sembrava viaggiassero come pacchi perché dopo un periodo di prova venivano riportati in istituto. In loro la scintilla di speranza si spegneva ancor prima di accendersi. Un giorno sembrò che finalmente la fortuna avesse bussato alla loro porta. Una coppia di coniugi di mezza età provenienti dall'Italia, decise di adottarli. Samuel e Susan avevano trovato quella che loro credevano una famiglia. In realtà il rapporto che avevano col padre era bellissimo, egli li amava come figli naturali, li aveva iscritti a scuola e infatti avevano imparato perfettamente l'italiano. Meno bello era il rapporto con la madre che avendo già qualche problema non gli dava il giusto affetto. Comunque, la loro vita sembrava andasse per il verso giusto quando all'improvviso il padre fu colto da una malattia e nel giro di una settimana morì. La ruota della fortuna sembrava non puntasse mai le sue freccette verso loro. La madre a quel punto persa completamente la ragione introdusse i figli in un ambiente malavitoso dove iniziarono a compiere piccoli furti e a chiedere l'elemosina. Segnalate le ripetute assenze scolastiche, finalmente intervennero i servizi sociali che collocarono i fratelli in una casa famiglia. Samuel e Susan ripresero a vivere, finalmente avevano trovato una vera famiglia e dei fratelli con storie simili alla loro. Tutte le pene avute sembravano essere ormai acqua passata. Ma quando il sole decide di non splendere, poco puoi fare per illuminare il mondo. La sventura non li abbandonò. Trascorsi pochi mesi la ragazza si ammalò di leucemia e al momento si trova ricoverata in un ospedale calabrese dove combatte ogni singolo minuto per sopravvivere. Nella vita non siamo noi a decidere di avere fortuna o meno, è lei l'artefice di tutto… a volte si diverte a giocare con le persone e, quando lo fa, sa essere proprio crudele.
(tratto da una storia vera)
 

Giulia Roccisano III B

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