Legambiente: un docufilm per riportare l’attenzione sulle navi dei veleni

Lun, 11/12/2017 - 18:20

COMUNICATO STAMPA - Legambiente Reggio Calabria, insieme al Comitato Civico Natale De Grazia di Amantea e l’adesione di varie Associazioni per l’ambiente e la legalità organizza un’iniziativa dedicata a Natale De Grazia - il giovane Capitano di Marina reggino, morto per accertata “causa tossica” mentre indagava sulle navi dei veleni e l’intrigo radioattivo.

L’iniziativa si svolgerà presso il
Cineteatro Metropolitano del Dopolavoro Ferroviario di Reggio Calabria
(accanto a Piazza Garibaldi – Stazione Centrale)
Martedì 12 dicembre ore 17.30
Il programma prevede la proiezione, in anteprima nazionale, della versione in lingua italiana del docufilm:

“Il veleno della mafia e la legge europea del silenzio”

prodotto dal principale network televisivo franco-tedesco e realizzato dal noto regista-giornalista Christian Gramstadt, con la collaborazione del giornalista italo-tedesco Sandro Mattioli e della produttrice RAI Patrizia Venditti, già andato in onda sulla tv francese Arte martedì 24 ottobre (con ottimo share e recensioni approfondite, tra gli altri, su Le Monde e Le Figaro) e programmato per gennaio 2018 dal primo canale radiotelevisivo tedesco RD.
Con alcuni degli intervistati e ospiti presenti all’iniziativa, si farà il punto dopo la proiezione del film, nel corso di un breve dibattito, sulla situazione attuale e sull’impegno per il futuro.

IL FILM
Nicoletta Palladino (Presidente Circolo Legambiente Reggio Calabria) Gianfranco Posa (Presidente Comitato Civico Natale De Grazia) Nuccio Barillà (Direttivo Nazionale Legambiente)
Il film documentario d’inchiesta - realizzato nel corso di diversi mesi (tra la fine del 2016 e il 2017) e dedicato a Natale De Grazia e a tutti coloro che lottano contro i traffici di veleni - si occupa della problematica delle ecomafie con particolare riferimento al traffico illegale dei rifiuti (con focus su quelli radioattivi) che ha visto protagonista di primo piano la ‘ndrangheta calabrese, ma ha beneficiato anche dell’impreparazione e sottovalutazione a livello europeo, come emerge dalle vicende narrate e dalle interviste.
È un’inchiesta in cui, oltre ad analizzare i vari aspetti del fenomeno, vengono raccontate vicende emblematiche, con riferimento alla Calabria e all’Europa. Da Crotone ad Amantea e la valle dell’Oliva, da San Luca ad Africo, da Casignana al porto di Gioia Tauro, con incursioni nelle città del litorale e nel cuore dell’Aspromonte, simbolo di “una terra molto bella ma impoverita dalla ndrangheta”. Tra le tappe anche la Liguria colonizzata dai calabresi, la Francia (da Marsiglia fino al cuore economico della multinazionale Veolia), infine la Germania (apparente luogo di rigore legale ma che presenta caratteristiche di “covo protetto per il riciclaggio di denaro, luogo idilliaco per gli investimenti poco puliti”).
Nel docufilm sono state raccolte testimonianze di giornalisti, ambientalisti, magistrati (Da Cafiero De Raho a Gratteri, da Lombardo a D’Alessio, da Di Palma a Neri), pubblici funzionari (come i responsabili della gendarmeria francese e della polizia tedesca), operatori e osservatori del settore e, soprattutto, cittadini di territori “avvelenati”.

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