Lamezia Terme: Ucciso un imprenditore

Mer, 30/04/2008 - 00:00

Un imprenditore del settore ittico, Gino Benincasa, di 64 anni, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco a Lamezia Terme. Benincasa è stato raggiunto da almeno 15 colpi di mitra. Era uscito da poco tempo dal provvedimento di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Al momento dell’agguato, l’uomo era da solo. E’ probabile che i killer conoscessero perfettamente le abitudini di Benincasa. L’uomo ha fatto in tempo a varcare il cancello di casa e sedersi al posto di guida del suo furgoncino con le celle frigorifero per il trasporto del pesce quando all’improvviso sono spuntate almeno due persone che hanno sparato con fucili, secondo quanto emerso dai primi rilievi. Benincasa aveva precedenti penali che gli inquirenti definiscono "importanti", fino all’anno scorso era in regime di sorvegliato speciale. Nei processi più recenti però venne assolto. Inoltre, in passato è stato consigliere comunale, ai tempi in cui l’assemblea venne sciolta per infiltrazioni mafiose. Per gli investigatori non ci sono dubbi si tratta, per le modalità, di un omicidio di stampo tipicamente mafioso. Benincasa, indicato dagli investigatori come elemento vicino ad una cosca della ’ndrangheta lametina fu coinvolto in alcune operazione di Polizia, in particolare in quella chiamata in codice "Primi Passi", dalla quale uscì però indenne. Nel settembre del 2003 fu tratto in arresto con l’accusa di estorsione ai danni dei figli di Antonio Perri, l’imprenditore ucciso nel marzo dello stesso anno all’interno del centro commerciale Atlantico. Dagli inquirenti fu accusato di aver chiesto una tangente di 300 milioni della vecchie lire. Nella stessa inchiesta fu coinvolto anche il figio. Entrambi, poi, furono assolti dal Tribunale di Lamezia Terme, dall’accusa di concorso in estorsione aggravata dalle modalità mafiose.

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