La politica locridea non ignori i disabili

Mar, 01/03/2016 - 18:55

Affermare che la Calabria sta cambiando quando in realtà i suoi giovani, soprattutto nella Locride, non godono dei diritti dei loro coetanei italiani è un’illusione bella e buona. La Locride non cresce ma arretra con una classe dirigente incapace di ascoltare le tante speranze giovanili. Adulti, giovani e bambini calabresi delle periferie sono marchiati a fuoco come con l’etichetta di omertosi e mafiosi. Un’etichetta che stride con la verità, fatta di un quotidiano sì difficile ma in cui si cerca di far trionfare la legalità. La politica locridea spesso ignora i giovani con un handicap, dimenticando l’art. 3 della Costituzione che proclama solennemente la dignità di ogni cittadino, anche disabile. Dimenticando la legge 104/1992 che amplia i diritti e le tutele dei disabili. La politica locridea non mettendo al centro queste norme, costringe all’isolamento i disabili e le loro famiglie. I disabili potrebbero, qualora fosse favorita la loro partecipazione, contribuire alla crescita delle periferie. Dare spazio alla loro partecipazione, garantendo loro una vita dignitosa, sarebbe il segno di un vero cambiamento di rotta.

Autore: 
Paolo Piscioneri
Rubrica: 

Notizie correlate