La nostra bellezza si vede meglio senza le lenti del pregiudizio nazionale

Dom, 31/03/2019 - 13:00

Io amo la mia terra, amo la Locride, amo la Calabria. Uso questa frase come missione di vita, come ideale politico come ricerca di una via di sviluppo. Ho letto una notizia, mi si è riempito il cuore, mi sono sentito orgoglioso di essere calabrese. Purtroppo di seguito ho notato che molti commenti sono critici anche su questa notizia e ancora una volta mi rendo conto che noi stessi siamo i primi nemici della Calabria. Attenzione, non è tutta colpa nostra, il nostro stato di colonia ci porta a vedere questa realtà, e allo stesso tempo ci passa inosservata la bellezza che abbiamo davanti ai nostri occhi. Diceva uno storico che la storia la fanno i vincitori, e allo stesso modo la comunicazione che ci accompagna tutto il giorno la fanno le classi vincenti, le televisioni più viste, i giornali più letti e anche il grosso dei contenuti del web sono prodotti a Milano e al nord Italia, per cui la visione della Calabria è per forza di cose quella che è. Mentre in questo servizio la Calabria e la Locride vengono proposti senza pregiudizi, si parla delle nostre bellezze, senza pensare a tutto quello che invece diventa unico argomento nella stampa nazionale; questo perché in Francia, come nel resto del mondo, non c’è la necessità di trattare un territorio come colonia, parlano di noi in modo libero, senza preconcetti, per cui mettono in risalto le nostre vere peculiarità. La vera rivoluzione forse sarebbe che tutti i cittadini della Calabria iniziassero a parlare del bello che ci circonda, delle cose positive che succedono vicino a noi, dei sapori che mangiamo a km zero. Un giorno anche i nostri paesani apriranno gli occhi, prenderanno coscienza di essere colonia, inizieranno a ribellarsi. La vera ribellione che possiamo fare è quella di amare di più questa terra, di imparare a conoscere la nostra storia, di dotarci delle informazioni per riuscire a combattere per questa terra. Anche iniziando a comprare i prodotti che vengono dal sud, iniziando a boicottare le provole Galbani, i biscotti del Mulino Bianco e la pasta Barilla, per dare respiro a chi con molti sacrifici è rimasto a lavorare a queste latitudini. Pensateci gente, pensateci.

Autore: 
Rosario Vladimir Condarcuri
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