La Calabria non ha eletto Matteo Salvini ma Fulvia Caligiuri

Dom, 02/12/2018 - 12:00

Fulvia Caligiuri, titolare di un’azienda agricola, allevatrice di bovini e produttrice di latte, ha iniziato la sua avventura politica quest’anno dopo una telefonata dell’onorevole Jole Santelli, coordinatrice regionale della Calabria di Forza Italia. Conosciuta nel corso della sua attività di rappresentante sindacale, Jole Santelli le ha proposto di candidarsi con la sua lista, e così per Fulvia Caligiuri ha inizio una campagna elettorale avvincente e con un finale del tutto inaspettato. Oggi Fulvia Caligiuri avrebbe dovuto sedere a Palazzo Madama, eletta senatrice in Calabria al posto di Matteo Salvini. Qualcosa, però, è andato storto e solo adesso tutte le tessere sembrano ritornare al loro posto. Lo scorso 28 novembre, infatti, la giunta per le elezioni del Senato si è riunita e ha confermato i dubbi sollevati sin da subito da Fulvia Caligiuri e, successivamente, anche da Striscia la notizia: ci sono 2916 voti “ballerini” tra Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia e Salvini non risulterebbe eletto in Calabria. Il relatore della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, Senatore Alberto Balboni, spiega: «Gli uffici del Senato hanno fatto una verifica e sono stati rilevati madornali errori di trascrizione di dati. I voti di Forza Italia sono stati incolonnati su altri partiti. Attribuendo quei circa 3000 voti a chi spettavano, Forza Italia ha guadagnato un seggio e la Lega l’ha perso».
Come si è accorta degli errori e dei conteggi falsati?
Avevo in mio possesso le copie dei verbali di alcune sezioni di Cosenza. Confrontando i dati che man mano rilevava la corte d’appello, ho avuto modo di constatare prima della proclamazione, che non coincidevano con quelli riportati sui verbali. Ho inviato diverse PEC in Corte d’Appello per fare presente il problema ma dopo la proclamazione ho rilevato che i dati erano stati riportati comunque nel modo sbagliato. Ci sono vari tipi di anomalie; per lo più si tratta di inversioni di conteggio di voti tra Fratelli D’Italia e Forza Italia: su un verbale di una sezione è riportato, ad esempio, 100 voti a Forza Italia e 2 a Fratelli d’Italia ma il dato della stessa sezione in Corte d’Appello è l’esatto contrario. Dopo la proclamazione, notando che il secondo seggio era scattato per la Lega, ho chiesto i dati definitivi in Corte d’Appello e ho cominciato a spulciare in cerca delle sezioni in cui si registrava un forte divario tra Forza Italia e Fratelli d’Italia. Dopodiché ho chiesto le copie dei verbali ai comuni. Man mano che mi arrivavano le copie mi rendevo conto che il problema era assai diffuso: in più casi si era verificata un’inversione tra i conteggi. Ho riscontrato anche casi in cui la somma dei voti presi da una coalizione di centro destra, in corte d’appello è stata assegnata interamente alla Lega. Emblematico della totale mancanza di controllo è poi il caso di San Fili 2, del Comune di Cosenza, in cui come totale dei voti da me ottenuti all’uninominale veniva riportato un “- 59” come se si potessero dare voti negativi.
Pensa che si sia trattato di un errore volontario?
Questo non devo essere io a giudicarlo. C’è da dire che ancora oggi i voti si trascrivono manualmente, quindi quando ci si trova davanti un numero esoso di verbali si possono commettere degli errori. Ciò che, però, non riesco a mandare giù e che mi fa rabbia è che non ci sia stato alcun tipo di controllo, si proclama senza badare a niente; inoltre, questi errori erano stati portati a conoscenza della corte d’appello prima della proclamazione. Un caso analogo si è verificato alla Camera. Inizialmente era stato proclamato Orsomarso. La lista di Forza Italia ha presentato un esposto in procura dicendo che si erano registrate delle differenze tra i dati delle sezioni e quelli della Corte d’appello. La procura ha immediatamente ordinato alla Corte d’Appello di fermare le proclamazioni. È stato rifatto il conteggio, ci si è accorti dell’errore, e Maria Tripodi è stata proclamata dopo il ritiro dell’elezione di Fausto Orsomarso. Nel mio caso è andata diversamente perché al Senato la proclamazione era già stata effettuata e, a dir loro, non si poteva fare più nulla, sebbene secondo me un’autotutela si dovrebbe concedere a chiunque e non capisco perché la giustizia non possa dire “ho sbagliato”.
Prima di rivolgersi a Striscia ha presentato ricorso?
Ovviamente! Sapevo di aver ragione sin dal 5 marzo, il ricorso l’ho presentato il 4 aprile dopo aver raccolto i dati necessari. La giunta per le elezioni si è insediata a luglio. Nei primi di settembre sono stati valutati i ricorsi presentati dalla Sicilia e dall’Emilia Romagna e poi di seguito gli altri. Volevo comunque sottolineare che non sono stata io a rivolgermi a Striscia la notizia ma sono stati loro a contattarmi. Però devo ammettere che dopo la diffusione del servizio di Striscia anche in giunta si sono dati una mossa. Il 27 novembre scorso il mio caso è stato inserito nell’ordine del giorno e si è già arrivati a una conclusione: il secondo seggio spetta a Forza Italia.
Sarà, però, l’aula che è sovrana a dire l’ultima parola…
Esatto, la giunta per le elezioni dovrà consegnare una relazione conclusiva all’assemblea, quindi al Senato, che potrà proclamarsi a favore o contro.
C’è stato già un altro caso nel 2001: per il subentro di un parlamentare a un altro ci vollero 3 anni…
Per questo sono amareggiata, io non so se questo governo durerà tre anni… Mi è stata data ragione ma devo aspettare 3 anni! Tutto per colpa di errori all’italiana che, se fossi il ministro dell’Interno, non permetterei.
Salvini non sarà più senatore eletto in Calabria ma comunque non perderà il posto, e questo grazie alla legge elettorale approvata dal PD di Renzi…
Esatto, la nuova legge elettorale consente se sei pluricandidato nel proporzionale di scegliere un massimo di 5 collegi: verrai eletto nel collegio in cui la tua lista ha preso meno voti. Matteo Salvini era, infatti, candidato al Senato anche nel Lazio, in Lombardia, in Liguria e in Sicilia; è stato eletto in Calabria perché qui ha ottenuto la percentuale di voti più bassa rispetto agli altri seggi.
(Con la legge elettorale precedente, invece, spettava al candidato eletto in più seggi optare per l’uno o l’altro collegio di elezione. Una volta scelto, in caso di irregolarità, il senatore perdeva semplicemente lo scranno perché nel frattempo i seggi vacanti erano attribuiti definitivamente ad alcuni candidati dello stesso partito che lo seguivano progressivamente in lista - ndr).
Quindi Salvini adesso risulterebbe senatore eletto nel Lazio?
Sì, solo che nel frattempo nelle liste della Lega nel Lazio è stata eletta Cinzia Bonfrisco, che adesso dovrebbe lasciare lo scranno.
Dovesse riuscire a entrare alla fine al Senato, ha già in mente qualche proposta per la Calabria?
Io ho un’azienda agricola e mi occupo di agricoltura quindi il mio primo pensiero sarà il mio comparto.
Cosa pensa della recente visita in Calabria del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte?
Penso che le istituzioni debbano essere vicine soprattutto a quei territori che ne hanno più bisogno e la Calabria è uno di questi. È chiaro che non basta la sola presenza delle istituzioni per cambiare realtà difficili ma si tratta comunque di un segnale forte.
Conte ha parlato di un “giro di ricognizione” ma generalmente la ricognizione viene effettuata per acquisire informazioni militari relative al nemico. Per dare avvio a una nuova era in Calabria basta solo combattere il nemico?
No, assolutamente. Bisogna mirare ai problemi, creare una scaletta dal più grave al meno grave e cercare di risolverli uno alla volta, almeno al 50%.

Peccato che il Presidente del Consiglio nel corso del suo tour, che a ragione ha definito “giro di ricognizione”, abbia individuato per la Calabria un unico problema: l’intramontabile e sempreverde ‘ndrangheta.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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