Il panettone di San Biagio

Lun, 03/02/2014 - 11:15

Il 3 febbraio si commemora la figura di San Biagio, vissuto tra il III e IV secolo d. Cr. a Sebaste, in Armenia, dove esercitava la sua attività di medico per venire poi elevato alla carica di vescovo della città. Perseguitato dai romani per motivi religiosi, venne arrestato, torturato e poi decapitato. Sepolto nella cattedrale di Sebaste, nel 732 alcuni suoi resti mortali furono imbarcati alla volta di Roma ma, a causa di una tempesta, la nave dovette fermarsi a Maratea dove le sante reliquie trovarono ospitalità presso l’omonima basilica sul monte detto poi di San Biagio. Il santo era famoso, in vita, per le sue prodigiose attività di guaritore che esercitava nel nome di Cristo. In particolare, curava l’apparato respiratorio ed i problemi ad esso collegati. Se qualcuno, ad esempio, inghiottiva un osso o una spina, il santo li estraeva con una semplice preghiera come si può ancora leggere nei “Medicinales” di Ezio di Amida, vissuto nel VI secolo “« Se la spina o l'osso non volesse uscire fuori, volgiti all'ammalato e digli «Esci fuori, osso, se pure sei osso, o checché sii: esci come Lazzaro alla voce di Cristo uscì dal sepolcro, e Giona dal ventre della balena.» Ovvero fatto sull'ammalato il segno della croce, puoi proferire le parole che Biagio martire e servo di Cristo usava dire in simili casi «O ascendi o discendi”

Si racconta , a tal proposito, di un bambino in procinto di affogare in quanto aveva inghiottito una spina di pesce : il santo lo salvò facendogli masticare una mollica di pane ( pur non trattandosi invero di un miracolo, il fatto venne diffuso come tale). A Milano, dove attualmente è molto forte il suo culto, si racconta di un miracolo compiuto da San Biagio dopo la morte. Una donna aveva portato in chiesa un panettone perché il prete lo benedicesse, ma poi dimenticò di riportarlo a casa. Il prete, allora, lo mangiò conservandone solo l’involucro all’interno del quale, però, essendo ritornata il 3 di febbraio la donna per riaverlo, esso ricomparve, fresco e fragrante com’era in precedenza. Da qui sarebbe derivata l’usanza di consumare in tale data del panettone natalizio ( per altri anche un semplice pezzo di pane) che, dopo essere stato benedetto in chiesa, dovrebbe garantire il benessere della gola e delle vie respiratorie in genere. Di pratica attuale  è anche il rito della “benedizione della gola” compiuto in chiesa con due candele incrociate. E si dice che, se qualcuno inghiotte un osso o una spina, possa subitamente guarire al solo invocare il nome del santo.

Leggende, superstizioni ma anche potenza della fede : per chi crede realmente in questo, forse la guarigione è davvero assicurata, chissà….

Autore: 
Daniela Ferraro