I borghi della Locride sono fonte vitale di ricchezza

Dom, 01/07/2018 - 18:00

Tra qualche giorno sarà pubblicato il Bando per la valorizzazione dei Borghi della Regione Calabria, ancora in fase di pre-informazione.
Durante il recente incontro organizzato dal Governatore con i sindaci calabresi sono stati fatti alcuni rilievi sui criteri di valutazione. Da parte di qualche sindaco, in particolare, è arrivata la proposta, condivisa con moltissimi colleghi, di non prevedere alcuna premialità per i cosiddetti Borghi di eccellenza, per i Borghi con bandiera arancione o con altri tipi di riconoscimenti.
Trattandosi di cospicui finanziamenti in un settore cardine, quale quello del turismo culturale, si ritiene corretto partire tutti alla pari, in modo da evitare sicure bocciature, dettate dal peso eccessivo delle premialità suddette, a meno che non si vogliano prevedere due bandi, il primo per i borghi di eccellenza, con adeguata dotazione finanziaria e il secondo per gli altri borghi.
Questa considerazione non vuole né potrebbe in alcun modo sminuire il grande interesse e la bellezza dei borghi di eccellenza, ma attorno a questi gioielli occorre costruire una rete comprendente anche quei piccoli centri (e ce ne sono parecchi) che presentano potenzialità di rilievo non valorizzate.
Gli attrattori principali devono essere al centro di un progetto integrato che punti a valorizzare tutte le risorse presenti sul territorio.
Occorre partire dalla considerazione che la Calabria è una delle Regioni più belle del Sud Italia (non la più bella, come qualcuno afferma), ma certamente è la Regione più in ritardo nel settore del turismo, e in modo particolare, del turismo culturale.
I grandi numeri sulle presenze che in questi giorni vengono dati, forse con eccessiva enfasi, hanno poco significato se riferiti, come certamente sono riferiti, ai centri balneari e montani più conosciuti della Regione.
Sicuramente non si è fatto tutto quello che si sarebbe potuto fare, si è fatto poco e spesso male.
Matera sarà la Capitale della cultura 2019; tutti noi abbiamo visitato Matera e abbiamo fatto la foto di fronte alle chiese rupestri e nella casa grotta.
L’anno prossimo questa cittadina sarà la capitale europea della cultura e, con un pò di ritardo a dire il vero, si è capito anche là che occorre fare il possibile per garantire ai tantissimi visitatori che la raggiungeranno percorsi, itinerari e servizi adeguati che non possono ovviamente limitarsi solo alla visita di Matera, per la quale, a voler essere generosi, sono sufficienti due giornate.
In mezz’ora da Matera si raggiunge Bari, buona parte del flusso turistico raggiungerà la Puglia, mentre la nostra Regione sarà interessata solo marginalmente.
A tal riguardo, per parlare anche di cose positive, è in fase di avanzamento un interessantissimo progetto di valorizzazione culturale comprendente molti centri dell’Alto Ionio cosentino, finanziato dal MIBACT all’interno di un programma che ha come fulcro centrale Matera.
Tutto questo per dire che l’argomento è di pregnante attualità e finalmente si è capita l’importanza che esso riveste per lo sviluppo delle Regioni del Meridione d’Italia.
Il Bando sui borghi è di notevolissimo interesse in quanto per la prima volta vengono destinate ingenti risorse al settore del turismo culturale.
L’idea che sottende al bando è di notevole rilievo, non fosse altro che per la sua impostazione, non ancorata soltanto agli interventi materiali (albergo diffuso, decoro, arredo urbano, viabilità, cartellonistica ecc.), ma anche a interventi immateriali in grado di integrare in modo decisivo l’offerta.
Si è capito finalmente che la realizzazione di posti letto all’interno di alberghi diffusi non basta se non si accompagna con interventi di valorizzazione e promozione culturale dei luoghi, attraverso una lettura della memoria e della storia dei luoghi stessi, da raccontare (il tanto agognato turismo esperienziale), valorizzare e integrare con gli interventi infrastrutturali, in modo da innescare processi di crescita importanti.
Quanti di quelli (e sono tantissimi) che visitano il Museo di Reggio Calabria e i Bronzi si fermano due/tre giorni per visitare altri splendidi luoghi della Provincia? Purtroppo pochini. Addirittura pare ci siano pacchetti turistici che comprendono Reggio e Messina, senza alcuna permanenza nella nostra provincia, e questo non è accettabile.
Risulta evidente che non basta far arrivare la gente, cosa già di per sè difficile, ma occorre far stare bene la gente, garantire pernottamenti adeguati, cibo sano, visite nei luoghi d’arte, escursioni, e quant’altro.
In questo ci aiuta la nostra innata ospitalità, la nostra cucina e il nostro calore umano, ma vi è un evidente paradosso: chi viene in Calabria se ne innamora, rimane affascinato dai luoghi, malgrado non gli venga sempre assicurata un’adeguata professionalità nell’accoglienza e nei servizi turistici. Su questo bisogna lavorare, e non poco.
Nessuno sogna grandi masse di turisti nei borghi della Locride, non saremmo nemmeno pronti a questo, ma certamente si può e si deve lavorare tutti assieme per far sì che durante tutto l’arco dell’anno ci possa essere una presenza costante di visitatori, così da dare un pò di linfa all’asfittica condizione economica dei nostri territori.
I dati sulla povertà in Italia, e al Sud in particolare, sono drammatici, ma ancora più drammatica è la consapevolezza che la nostra più grande ricchezza, quella legata ai beni culturali e al turismo non riesca a tradursi, se non in minima parte, in occasioni di crescita.
Se si vuole invertire la tendenza, o cercare di farlo, serve innanzitutto conoscenza, competenza e capacità di incidere con progetti credibili.
Se si vuole vendere una merce, prima di passare alla fase di marketing occorre conoscere la merce che si vende, specie se si tratta, come nel nostro caso, di merce di grande valore.
Molto spesso si elaborano progetti di sviluppo del territorio senza conoscere a fondo il territorio e questo ci pone chiaramente in una condizione di difficoltà e di ritardo.
Il Bando sulla valorizzazione dei borghi (anche con auspicabili miglioramenti rispetto all’ attuale stesura) rappresenta una sfida per gli amministratori, per i professionisti e per gli operatori del settore.
Per poter cogliere questa sfida e sperare di vincerla è necessario innanzitutto che ogni intervento proposto dai Comuni sia condiviso e partecipato; gli attori principali devono essere i residenti, lo sviluppo deve partire dal basso, con la partecipazione attiva delle popolazioni alle scelte che si andranno a fare, senza i soliti interventi a pioggia o calati dall’alto.
Sembra una considerazione scontata, ma spesso in passato non è stato così; sarebbe ora che ciò avvenisse.

Autore: 
Antonio Crinò
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