Giornata europa delle lingue

Sab, 29/09/2007 - 00:00

Successivamente alla prima edizione ed il conseguente  grande successo, la Commissione ed il Consiglio europeo hanno  deciso di riproporre in linea con l’Anno europeo delle lingue organizzato per la prima volta  nel 2001, un avvenimento a carattere comunitario con cadenza annuale da celebrare il 26 settembre di ogni anno, facendo ricorrere in tale data  la “Giornata europea delle lingue”, con l’idea di  mettere in rilievo il ricco patrimonio culturale e di tradizione contenuto in tutte le lingue parlate sul territorio europeo. La diversità delle lingue offre a ciascuno la possibilità di mettersi nei panni di un altro e di vedere il mondo da una prospettiva diversa. E’ di fondamentale importanza che tutti i cittadini europei siano in grado di capire le politiche e la legislazione dell’UE e di partecipare alla loro elaborazione; la partecipazione è la base della democrazia e per conseguire appieno questo obiettivo di integrazione i cittadini devono essere messi nelle condizioni di poter parlare in modo fluente più lingue;  imparare altre lingue non significherebbe altro che avere la possibilità di sfruttare meglio le opportunità culturali, sociali e professionali offerte dall’integrazione europea. E’ con  questo spirito che al commissario Leonard Orban è stato affidato il portafoglio del multilinguismo, diventato per la prima volta autonomo, possedendo un proprio budget si spesa per gli interventi mirati e per l’elaborazione di proposte ed attività inerenti al multilinguismo. Negli Stati membri sono state  organizzate numerose iniziative per celebrare la Giornata europea delle lingue, molte anche in Italia a cura delle reti Europe Direct e delle  Rappresentanze di Parlamento e Commissione europea, ma come spesso la prassi ci insegna, eventi che prettamente si sono svolti nel centro-nord Italia. Le lingue sono importanti per i cittadini", ha dichiarato il Commissario responsabile per il Multilinguismo, queste ha continuato “aprono molte porte: aprono nuovi orizzonti per lo sviluppo personale e professionale dei singoli, e favoriscono lo sviluppo economico. Il multilinguismo è un’esigenza crescente della nostra società in vari settori. I cittadini europei sono sempre più mobili, e trascorrono spesso parte della propria vita in un paese diverso da quello d’origine. La capacità di capire ed essere capiti in lingue diverse non riguarda solo la nostra vita quotidiana e le possibili visite a ospedali, tribunali, uffici postali o supermercati di altri paesi, ma anche l’esercizio dei nostri diritti democratici di europei, compresi i rapporti con le istituzioni dell’UE.”
L’Unione europea è fondata sul principio dell’unità nella diversità: diversità di culture, di usi e costumi, di credenze e di lingue. L’articolo 22 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che è già stato trattato da una precedente edizione di InformaEuropa, dichiara che l’Unione rispetta la diversità culturale, religiosa e linguistica, mentre l’articolo 21 vieta qualsiasi forma di discriminazione fondata su una serie di motivi, tra cui la lingua. Il rispetto della diversità linguistica è uno dei valori guida dell’Unione europea, alla stessa stregua del rispetto dell’individuo, dell’apertura alle altre culture, della tolleranza e dell’accettazione degli altri. Da questi presupposti emerge chiaramente l’impegno comunitario per una totale integrazione tra i popoli europei e, allo stesso tempo, traspare l’attività volta a promuovere la diversità linguistica e culturale dei suoi popoli; l’obiettivo ambizioso perseguito dall’Unione europea è che il più gran numero dei suoi cittadini parli due lingue oltre alla lingua madre. Proprio in merito all’ambizioso obiettivo delle Istituzioni comunitarie, recenti statistiche pubblicate da una ricerca di Eurobarometro sul tema delle lingue europee hanno dimostrato come al di là della lingua madre l’inglese sia l’idioma più conosciuto e parlato, con una percentuale di popolazione europea che si aggira intorno al 34%, seguita dal  15% degli europei che hanno dichiarato di parlare tedesco e il 12% francese, mentre un 5% abbondante parla in modo fluente oltre le lingua nazionale quella spagnola. Ad una analisi totale a conclusione di Eurobarometro emerge invece che circa il 26% degli europei dichiara di conoscere due lingue straniere anche se non ad un livello ottimale. In conclusione la sfida che l’UE si pone è quella, ambiziosa, di allargare considerevolmente questa base nel più breve tempo possibile aumentando il grado di conoscenza, cultura e di conseguenza integrazione tra i popoli europei.

Autore: 
Davide Lurasco
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