F. Cannizzaro: “l'Aeroporto dello Stretto utilizzato come una Bad Company?”

Lun, 16/10/2017 - 15:00

COMUNICATO STAMPA - L'aeroporto di Reggio Calabria continua ancora a far discutere, inutilmente, le istituzioni di palazzo che in maniera alquanto miope, continuano ad ignorare elementi fondamentali dell'intera vicenda. Ci sono verità, che per quanto scomode, vengono sistematicamente occultate e previsioni utopistiche enfatizzate a sostegno di volontà che poco hanno a che vedere con il futuro del nostro scalo.

E' bene ricordare che la S.A.CAL. è in attesa del verdetto del Consiglio di Stato che il 5 dicembre p.v. sarà chiamato a pronunciarsi in merito all'affidamento del "Tito Minniti" e che oggi, esprimersi favorevolmente in merito alla richiesta di partecipazione al bando di aumento del capitale della Sacal S.p.A, vuol dire non curare gli interessi propri della nostra Città. Infatti, le valutazioni dell'Ente metropolitano circa l'ammontare della disponibilità economica per l'eventuale acquisto delle quote Sacal, dovrebbe essere di circa due milioni di euro, cioè il 10% delle quote societarie, acconsentire, cioè, ad una svalutazione morale della Città Metropolitana che avrebbe una irrisoria capacità decisionale in seno alla società stessa. Inutile e dannoso, in questo contesto, "disporre" risorse cospicue, da sottrarre a settori in piena emergenza della città, per assecondare una scelta che, in questo momento, appare molto discutibile. I contorni della vicenda, invece, lasciano pensare ad un'azione di soccorso verso la S.A.CAL. ed il suo management che ha approvato un bilancio in rosso di alcuni milioni di euro ma di cui l'attuale Cda non ne risponderà assolutamente, legittimamente aggiungo io, trattandosi del 2015 e del 2016. Sicuramente una situazione di comodo per i nuovi vertici dell'aeroporto di Lamezia Terme che, pur avendo deliberato perdite per 3,6 mln di euro, si sono detti assolutamente ottimisti per il futuro del sistema aeroportuale calabrese, e speranzosi per un netto miglioramento dei conti: certo, con gli investitori sprovveduti metropolitani chi non lo sarebbe.

Paradossale, con il pretesto chimerico di contare di più nel CdA S.A.CAL., è il "Tito Minniti" che soccorre Lamezia, altro che benefici dalla gestione unica aeroportuale regionale, ci ritroviamo davanti ad una oculata azione "vampiresca"di risorse per noi vitali. Domanda: quali utili divideremo a chiusura anno? Perdite. E se dovesse il Consiglio di Stato azzerare tutto? Argomenti difficili da affrontare specie se si è costretti a seguire diktat di partito, ma già in passato abbiamo dovuto digerire false verità anche davanti a fatti conclamati, per poi assistere a veri e propri gesti funambolici scaricabarile. Reggio Calabria ha un aeroporto unico nel suo genere, strategico sullo stretto, un potenziale bacino di utenza enorme, collegamenti realizzabili con tutte le destinazioni nazionali ed internazionali, è di questo ne abbiamo avuto testimonianza in un passato non troppo lontano, ma che alcuni fingono di non ricordare. La cattiva gestione SOGAS, drammatica per le conseguenze sui lavoratori, ma che nulla ha a che vedere con la decisione politica del governo nazionale di estromettere il Tito Minniti dal piano strategico nazionale e dalla folle decisione di Alitalia di penalizzare Reggio Calabria riducendo i voli e stravolgendone gli orari, oltre che a mettere a rischio i 41 dipendenti della compagnia impiegati. Alcuni sostengono che l'Enac, assegnando la gestione unica alla S.A.CAL, abbia agito nell'interesse di Reggio Calabria, peccato dimenticarsi che prorio durante la presentazione del rapporto di bilancio sociale 2016 dell'Enac, parliamo di appena tre mesi addietro, il Presidente Vito Riggio ha chiaramente detto che "5 grandi aeroporti fanno il 50 per cento del traffico aeroportuale, mentre altri affrontano fallimenti, come Crotone, Reggio Calabria, Rimini, e gli aeroporti che non sono utili bisogna avere il coraggio di chiuderli".

Relazione approvata da Parlamento e Governo e mai smentita. Una considerazione è d'obbligo, quindi, e invito i nostri amministratori a riflettere prima di prendere decisioni drastiche per la città e per il nostro aeroporto. La S.A.CAL. è in perdita per svariati milioni di euro ma viene giudicata idonea dall'ENAC per "salvare" Reggio Calabria e Crotone, gli stessi aeroporti che l'ENAC ritiene di dover chiudere, ma con coraggio. A conti fatti quindi, ripianiamo, in parte, i debiti della gestione "allegra" dell'aeroporto di Lamezia Terme con le nostre ultime residue risorse (mentre alla S.A.CAL. si stanno preparando addirittura ad assumere nuove forze lavoro su Lamezia Terme), nel frattempo viene tolto il servizio di vigilanza e sicurezza svolto a Reggio Calabria con dipendenti reggini, già licenziati, ed assegnato a personale di Lamezia che migra quotidianamente in riva allo stretto, e inoltre non è reso noto alcun particolare del "piano di sviluppo" che dovrebbe interessare il "Tito Minniti" se non l'invito costante a vettori low cost a valutare eventuali collegamenti (fortunatamente Blu-express ha accettato mentre la Rynair non ci pensa minimamente), mi domando allora: il ruolo dell'Aeroporto dello Stretto, non sarà quello delle bad company che la moderna economia speculativa utilizza facendo contestualmente confluire le attività proficue in una parallela società, detta good company, in questo caso S.A.CAL., per poi recidere il ramo improduttivo?

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