Domani sera a Portigliola il monologo “Tommaso Campanella - L’ostinato”

Lun, 12/08/2019 - 17:40
Riceviamo e pubblichiamo

Nell’ambito del Festival Teatro Classico “Tra Mito e Storia” 2019 del Comune di Portigliola è stata inserita l’opera inedita “Tommaso Campanella – L’ostinato” di Lina Furfaro, autrice che per la prima volta scrive per il teatro dopo numerose pubblicazioni, tra cui i romanzi storici “La maestra Tita”, “Giuditta Levato – La contadina di Calabricata” e “Testimone l’orizzonte”.
Lo spettacolo vedrà sul palco il noto attore Antonio Tallura, che anche quest'anno porterà in scena un testo tanto affascinante quanto difficile e impervio vista la complessità del personaggio del quale ricorre il 380º anniversario della scomparsa. La rappresentazione nel suggestivo Teatro Greco-Romano del Parco Archeologico Locri Epizefiri, che vi attende martedì 13 agosto, alle ore 21:30, sarà arricchita da musiche e canti ortodossi rielaborati da Thomas Grazioso, dalla voce narrante del maestro Edoardo Siravo e dalla scenografia di Big Mat Edil Merici.
“Tommaso Campanella – L’ostinato” è un monologo nato dall’incontro tra l’attore Tallura e la scrittrice Furfaro e dal loro desiderio comune di restituire a questa terra di Calabria la forza spirituale e culturale dei suoi grandi uomini e di quelli della Locride in particolare. Tra i due artisti è emersa la volontà di portare in scena la figura simbolica dello stilese in un dramma che ha concretizzato l’obiettivo di entrambi: raccontare lo scavo interiore del filosofo calabrese del XVII secolo dalla intensa vivacità intellettuale e di cui è indiscutibile ancora oggi l’attualità del suo pensiero. Il monaco dallo spirito libero, attento osservatore della natura, esce dall’oscuro medioevo con coraggio e stravaganza, fortificato e rinnovato interiormente, scampando alla morte con la sua erudita pazzia.

NOTE DI REGIA
Parigi, 1635. Il frate domenicano Tommaso Campanella, in scena, si ritrova gradito ospite di Luigi XIII, dopo 27 anni di carcere e, soprattutto, dopo essersi fatto gioco, fingendosi pazzo, di chi lo voleva al rogo. Il filosofo ripercorre a ritroso con immagini evocate i momenti salienti della sua vita: quando bambino origlia sotto la finestrella della scuola, l’entrata in convento, la scoperta e il computare del naturalismo telesiano con conseguente allontanamento ad Altomonte e poi l’arresto, la fuga a Padova, l’incontro con Galileo, il ritorno a Stilo e l’insurrezione contro gli spagnoli, il tradimento e la tortura.
Lo spettacolo, che ben si inserisce nel Festival che quest’anno apre alle produzioni del territorio, pensa alle giovani generazioni, affinché meditino su un personaggio così erudito che soltanto l’atmosfera e la magia del teatro può porgere piacevolmente al grande pubblico.

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