Commisso a Firenze: “Sono il primo immigrato che compra una squadra”

Ven, 07/06/2019 - 19:40

Sala stampa dello stadio “Franchi” stracolma di giornalisti, fotografi e operatori video per la prima conferenza stampa del nuovo patron viola, Rocco Commisso.
Il nuovo proprietario della Fiorentina si è intrattenuto a lungo con i media, spiegando i passaggi principali che lo hanno condotto ad acquistare i viola e a ritornare nella sua Italia:
«Ringrazio le persone di Jp Morrgan, Mediacom e Studio Chiamenti - ha esordito Commisso. - Di solito facciamo gli affari in modo meno veloce, qui è stato tutto più veloce, tanto che oggi, incontrando i dipendenti, mi sono sentito in dovere di dire loro che dobbiamo andare veloci. Sapete già di me, che sono nato in Italia e poi sono emigrato, ma ho conservato il modo di vivere dell’Italia e della Calabria in particolare, a cominciare dall’essere leale e schietto.Voglio anzi salutare tutti i miei paesani di Marina di Gioiosa Ionica e tutti i calabresi.
«Il calcio è stato molto importante per me - ha proseguito il patron della Fiorentina, - ho cominciato nel 1967 e grazie al calcio ho avuto una borsa di studio. Senza il calcio non sarei arrivato dove sono. Oggi che ho costruito il mio business posso finalmente tornare alla mia passione per il calcio e per l'Italia, attraverso la Fiorentina. L'accoglienza ricevuta è inimmaginabile. a New York nessuno mi conosce, vengo qua e tutti mi conoscono. Ora sono stato “gigliato” dal sindaco. Sono orgoglioso di rappresentare Firenze. Sono venuto in Italia nel 1973 in vacanza, ho visto tante belle donne e ho pensato di restare qui a fare il play boy, ma due settimane dopo mi sono fidanzato con mia moglie.
«Ho cominciato a pensare alla Fiorentina nel 2016. Voglio ringraziare i Della Valle per i loro sacrifici e per come ci hanno dato la squadra. Non ho avuto risposta nel 2016, 2017, 2018 e ho pensato che non volessero vendere. Volevo fare un investimento in questa città importante, ma ci tengo a dire che non faccio promesse che non posso mantenere. Il prezzo è equo per tutte e due le parti. Chi sarà l'allenatore? Non posso rispondere, datemi tempo. Il mondo non si è fatto in un giorno. Io non ho mai licenziato nessuno, non sono uno che taglia le teste. Sono qui ancora per due o tre giorni. So che Montella è in India quindi non posso parlarci, come avete visto siamo stati molto veloci, a Berlusconi sono occorsi due anni per chiudere la cessione del Milan, io ho fatto tutto in due settimane. Sono qui per imparare. Chiesa? Voglio tenerlo, almeno per un anno, non voglio che sia un altro caso Baggio. Mi hanno assicurato che non ci sono accordi per una sua cessione. Ci parlerò, ora non posso perché è in Nazionale. La Fiorentina sarà in America tra un mese in un torneo in cui ci sarà anche l’Arsenal. Non voglio essere arrogante, i miei genitori mi hanno insegnato a essere umile. Certo non voglio perdere, ma non posso certo dire che vinceremo subito. Quello che voglio dire è che la Fiorentina è il primo club che è acquisito da un immigrato italiano. Da ragazzino tifavo per la Juve, sono cresciuto nel Sud e la Juventus vinceva tutto, c'erano Sivori, Charles e altri. Poi Negli USA ho continuato a seguire il calcio, mi piace. Nel 2016 ero a Firenze, a Villa San Michele a vedere l'Italia battere la Francia nella finale dei Mondiali. Ora tifo per l'Italia e per ogni squadra italiana che gioca a livello internazionale. Ma ora qui io ho fatto un investimento, che altro devo dimostrare? Il problema dell'Italia è che c'è una squadra che vince tutto, io vorrei provare a offrire un'alternativa. Il problema è il circolo vizioso del fair-play finanziario, che spero si potrà superare. Credo che la Fiorentina possa avere lo stesso potenziale di introiti di Roma e Inter. Ci vuole del tempo ma possiamo farlo. È importante fare squadra. Con il Genoa ho visto la paura dei giocatori, ma sono giocatori formidabili che possono fare molto di più. È fondamentale fare squadra, se lavoriamo bene possiamo fare bene. La volontà è di venire spesso a Firenze, ma non posso prometterlo, ci sono molti fattori da considerare, la salute, la famiglia».
Fonte: lanazione.it

Rubrica: 

Notizie correlate