Che scuse deve aspettarsi la Locride dai candidati?

Dom, 18/11/2018 - 16:00

Ottava legislatura regionale (2005 - 2010, centrosinistra, Loiero Presidente), la Locride esprime tre consiglieri regionali (uno emigrato dal centrodestra durante la legislatura ): solo a parlare di Sanità, è il periodo (da un punto dobbiamo partire) nel quale l’ASL di Locri viene accorpata con Reggio Calabria. Vero è che Scura (e tanti altri) sostengono che non è questo, di per sé, la causa della crisi dell'ospedale di Locri ma il difetto enorme di Governance che si è scontato.
Nona legislatura (2010 - 2014, centrodestra, Scopelliti Presidente), la Locride non prende un consigliere regionale, nello schieramento vincente, l'unico con delle chance, per un distacco di 117 voti. Questo va ricordato soprattutto ai “professionisti della lagna”, i super-campalinisti della zona, che nel segreto dell’urna si sono fidati di altri. Vero è che non è dimostrabile che le cose potevano andare meglio di come sono andate. Ma bastava veramente poco, aggiungiamo.
Decima legislatura (2014 - 2019, centrosinistra, Oliverio Presidente), sopra il giudizio severo rivolto al governo regionale in carica, e il pronostico di sconfitta a novembre prossimo, la Locride ci mette il carico da undici.
Si sono dunque aggravati i problemi e rimane l’assenza di una rappresentanza, del collegamento con i territori, ma fare catastrofismo non serve a nulla, bisogna combattere ogni giorno per riprendersi.
C’è la tentazione, sbagliata, di rinnegare le proprie convinzioni o, meglio, di nascondere i partiti dietro il civismo. Lo fanno il Partito Democratico e Forza Italia e questo altro non è che insicurezza e un eccesso di tatticismo.
Chi ha o pensa di avere il vento a favore prende di mira tutto il sistema: la Lega, a torto o a ragione, caratterizzerà la fase politica prossima, nel senso che anche in Calabria crescerà. È un partito sulla scena già dai primi anni novanta, rinnovata da Salvini, ma rimane una grande incognita quella di conciliare la sua impostazione con i bisogni economici e sociali del sud.
Su cosa poggiano la propria campagna elettorale i 5 Stelle, invece, come si presentano? Claudio Cerasa, su altri temi, ha detto, e noi lo trasferiamo qui “sono rancorosi, vogliono cancellare tutto il passato, sono incompetenti orgogliosi di esserlo, mettono in discussione tante conquiste della scienza, vedono cospirazioni dappertutto…”.
Cosa può dire e promettere un candidato alle elezioni regionali a un cittadino - elettore della Locride?
Se di centrosinistra, “Ci abbiamo provato, non ci siamo riusciti a darti una mano, avremmo avuto bisogno di almeno un’altra legislatura, ma a quanto sembra…”. Pessimismo alle porte, anzi… dentro casa.
Se di centrodestra, “Vabbè, vinciamo, perché lo facciamo una volta ciascuno, a prescindere dai meriti e dai demeriti, ma siete voi elettori a recarvi alle urne… Per tentare di fare qualcosa, dateci, se lo ritenete, qualche rappresentante territoriale vostro…”. Pessimismo inconfessato…
Se dei 5S, “Vi promettiamo la rivoluzione, ma avrete capito che non la sappiamo fare…”. Non valutabile.
Ma sui programmi, in generale, cosa si può dire? Ci è piaciuto ascoltare un relatore di un convegno organizzato a Siderno dalla Mediterranea di Reggio Calabria, con il decisivo impulso dell'associazione Calabria 2025, “Nel frattempo che parliamo dei soliti, inevasi problemi della Locride, infrastrutture, servizi… facciamoci venire qualche idea nuova… la cura è il lavoro. “Dove tuona un fatto, statene certi, ha lampeggiato un’idea”, ha scritto Ippolito Nievo, scrittore e patriota. La stiamo aspettando.

Autore: 
Federico Lago
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