Che il Nord non diventi un capriccio

Dom, 14/01/2018 - 13:00
L'editoriale

Forse se ne sono accorti. Non dico "finalmente" perché domani se ne saranno già dimenticati. Finite le feste, la Calabria è tornata a svuotarsi della sua freschezza e della sua energia migliore. Entrambe, spavalde, hanno preso posto su pullman stracarichi, treni affannati e qualche aereo low cost prenotato con largo anticipo.
Li hanno immortalati quei pullman come se fossero la novità dell'anno. Ma i nostri ragazzi li prendono da un po'. E non c'è rabbia esibita nè pianto mal dissimulato di madre in grado di frenare quest'esodo. I nostri ragazzi sono stanchi della retorica sul partire e tornare. La vita è una sola e loro fremono dalla voglia di fare nuove esperienze, conoscere il mondo. Qualcuno non sa neppure dare un nome al bisogno di partire ma sente che è l'unica strada per evadere. Un'evasione che impoverisce il Sud, che continua zitto e muto a ingoiare il rospo. Insopportabile mentre fa spallucce alla sua stessa rovina.
Quel suo "non finito" spiattellato da sempre dalle case senza intonaco, da opere che prendono forma solo su carta, ha convinto i nostri ragazzi che qui non si realizza e non ci si realizza. Non hanno nessuna intenzione di vivere la vita dei loro padri, che - a loro dire - si sono "accontentati" per paura, per vigliaccheria, per comodità, e che adesso si ritrovano a convivere con i loro scheletri mai davvero finiti negli armadi. Una vecchiaia da insoddisfatti. Ecco perché fuggono: per non dover patire la stessa insoddisfazione dei padri. Per non vedere nei propri occhi il riflesso del "non finito", dell'incompiuto.
Eppure come, scrive, in un bellissimo articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano, Fabio Manenti, dobbiamo tornare. "Creare noi quelle opportunità che latitano più delle mafie, invertire il flusso incanalando verso il basso ciò che abbiamo imparato nei libri, sul campo, appreso nella mentalità. Progettare ciascuno il piano con cui ricompensare la nostra terra con le competenze, le abilità, l’intraprendenza, la voglia, il coraggio, anche di fallire. Copiare il meglio del Nord e incollarlo al Sud, adattandolo e migliorandolo ancora".
Il Nord è stato un'opportunità, una via d'uscita, una boccata d'aria fresca, un rimedio d'emergenza. Adesso che non diventi un vizio, anzi, peggio, un capriccio. Aiutiamo i nostri figli a vedere il bello e se non, ci riescono, a crearlo.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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