Cattura dei boss latitanti in Spagna: tutti i dettagli dell’operazione

Gio, 07/03/2019 - 16:40

Ieri mattina a Madrid (E), a conclusione di indagini condotte dai carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, la Polizia Nazionale spagnola ha tratto in arresto i latitanti di ‘ndrangheta GRASSO Rosario, cl 82 e DI MARTE Giuseppe, cl 88, entrambi elementi di spicco della cosca “CACCIOLA-GRASSO” di Rosarno.
GRASSO e DI MARTE, destinatari di mandato di arresto europeo emesso a seguito dell’operazione “ARES” del 9 luglio 2018, sono stati localizzati in un appartamento nel quartiere madrileno di Pozuelo de Alarcon. Al momento dell’irruzione, i due erano in possesso di documenti contraffatti e non erano armati.
La cattura è giunta all’esito di un’ininterrotta attività info-investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica reggina, diretta dal dott. Giovanni Bombardieri, avviata all’indomani dell’operazione di polizia denominata “ARES”, che il 9 luglio e il 2 agosto 2018 ha permesso di trarre in arresto, complessivamente 45 indagati in esecuzione di fermo di indiziato di delitto emesso dalla DDA e conseguente ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Reggio Calabria.
Condotta dal Carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro tra il 2017 ed il 2018 sotto il coordinamento del Procuratore Aggiunto dott. Calogero Gaetano Paci e del Sostituto Procuratore Adriana Sciglio, l’indagine aveva permesso di individuare per la prima volta due articolazioni territoriali della ‘ndrangheta, quella dei “CACCIOLA- GRASSO” e dei “CACCIOLA”, contrapposte tra loro, radicate nella Piana di Gioia Tauro e riconducibili alla società di Rosarno del mandamento tirrenico della provincia di Reggio Calabria.
In particolare, le indagini hanno attribuito a GRASSO Rosario un ruolo di assoluto vertice della cosca “CACCIOLA-GRASSO”, comprovando altresì il suo particolare attivismo nell’importazione di sostanze stupefacenti in Europa, grazie ai contatti diretti con gli esponenti dei cartelli colombiani e venezuelani. Proprio per il ruolo di rilievo assunto al vertice della cosca, GRASSO Rosario era stato inserito nell’elenco dei “Latitanti pericolosi” del Ministero dell’Interno.
L’indagine “ARES” ha altresì permesso di accertare il ruolo rivestito da DI MARTE Giuseppe, narcotrafficante di fiducia del GRASSO, a completa disposizione delle esigenze della cosca, in qualità di “promotore, organizzatore e co-finanziatore dell’organizzazione diretta dal Grasso e finalizzata all’importazioni di impressionanti partite di cocaina dalla Colombia”.
Proprio a seguito delle continue e accurate indagini della Procura distrettuale, in questi mesi sono stati rintracciati i soggetti che si sono sottratti alle esecuzioni del 9 luglio e del 2 agosto.
Il 2 novembre 2018, in Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC), contrada Petrulli, i Carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro, con la collaborazione dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria di Vibo Valentia, hanno localizzato e tratto in arresto RASO Pietro, 29enne pregiudicato di Rosarno, ritenuto elemento di rilievo della cosca “CACCIOLA-GRASSO”, indagato per associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e altri gravi reati.
Le ricerche avviate subito dopo l’operazione hanno permesso di individuare il latitante in una dépendance di pertinenza di una struttura ricettiva in contrada Petrulli di Sant’Eufemia d’Aspromonte.
Ma RASO è l’unico, fra i catturandi dell’operazione “ARES”, ad essersi nascosto alle pendici dell’Aspromonte.
ELIA Rocco, narcotrafficante rosarnese, è stato fermato il 20 novembre 2018 in (Guyana Francese) dagli agenti della Gendarmeria, perché sorpreso alla frontiera aeroportuale di Cayenne a violare la normativa sul trasferimento di contante, avendo con sé la somma di 47.700 euro. Anche nei suoi confronti sono in corso le procedure per l’estradizione verso l’Italia, per l’accusa di traffico internazionale di stupefacenti dal Sudamerica.
MARANDO Giuseppe, sanlucota, pregiudicato per traffico di droga e anche lui destinatario del provvedimento di fermo emesso dalla Procura di Reggio Calabria perché coinvolto nell’importazione in Europa di ingenti quantitativi di cocaina, è stato localizzato in Germania e tratto in arresto il 5 dicembre a Munchengladbach (D) nell’ambito dell’operazione “POLLINO”, a conclusione della squadra investigativa comune realizzata dalla DDA reggina e dalla Procura di Duisburg.
In tutti questi casi, le indagini si sono avvalse, per i profili di collaborazione internazionale, dell’apporto fornito dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga-DCSA e dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia-SCIP.
A margine dell’operazione “ARES” dei Carabinieri di Gioia Tauro, l’esito complessivo delle ricerche ha evidenziato come la localizzazione degli indagati che si sottraggono ai provvedimenti restrittivi scaturiti dalle indagini sulla ‘ndrangheta – soprattutto, ma non solo, nelle ipotesi di traffico di stupefacenti – debba essere estesa fuori dall’ambito calabrese e nazionale, dove le cosche possono contare su risorse consolidate, talvolta ritenute più affidabili e sicure di quelle disponibili nei territori di originario radicamento, ove grava, più che altrove, l’intensa pressione investigativa della Procura della Repubblica e della polizia giudiziaria reggine.

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