C’è un filo rosso che lega le vittime ai carnefici dalla Locride a Lampedusa… e oltre

Dom, 07/07/2019 - 11:40

Scriveva Quasimodo: “… come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra il core...” e come potremmo noi dire qualcosa che non sappia di ipocrisia o di retorica dinanzi alla foto di una bambina che, abbracciata al padre, annega nel Rio Grande in un mare di indifferenza? Un dramma che non è che la punta di un iceberg più grande dell’intero Polo Nord!
C’è un filo rosso che collega vittime e carnefici di tutto il Pianeta. La mano che ha “ucciso” la bambina nel Rio Grande è la stessa che causa sofferenza e morti all’ospedale di Vibo, di Polistena o di Soverato, di Locri ecc. ecc.
Nei giorni scorsi mentre mezza Italia invocava la galera per la capitana Carola, il dottor Ninni Riccio, ricoverato al pronto soccorso di Locri, ci descriveva (su Rivera di domenica scorsa) la scena apocalittica di un morto con gli occhi sbarrati che lo fissava senza che nessuno trovasse il tempo di coprirgli il volto; di arrivi in codice rosso a cui non poteva prestare assistenza; di lettini che mancavano e di ambulanze chiamate per urgenze ma bloccate per mancanza di lettini. Ridicolo se non fosse tragico!
Ospedale da guerra più che da paese civile e non è che nel territorio le cose vadano meglio. Solo non fanno scandalo.
Qual è il vero “crimine”, quello che si è consumato al largo di Lampedusa oppure ciò che accade accanto e intorno a noi?
I “Salvini” e altri di “destra” o di “sinistra” parlano del rispetto dei “confini sacri della Patria” e allora perché non li fa rispettare dalle aziende che portano all’estero le loro fabbriche in nome del profitto e causando centinaia di migliaia di disoccupati? Perché non si interviene su coloro che portano i capitali finanziari all’estero? Perché si fanno arrivare agrumi scadenti e pessimo olio di oliva per abbattere il prezzo dei prodotti calabresi e italiani? Perché si consente il ricorso ai “paradisi fiscali” per gli straricchi? E in passato: perché si sono mandati 24 carabinieri a morire a Nassirya? Era la nostra Patria? Perché s’è bombardata la Libia, l’Iraq e altri paesi aprendo così le porte dell’inferno?
Guerra chiama guerra e sangue chiama sangue.
Eppure, secondo alcuni, la “Patria” è stata minacciata da quaranta disgraziati che a malapena si reggevano in piedi mentre fuggivano dalla morte, mentre facciamo fronte comune con i nostri carnefici in nome della “legalità”, una parola magica che serve a giustificare ogni crudeltà e ogni ingiustizia.
La Calabria è un piccolo laboratorio di autentica e sostanziale illegalità e di violenza istituzionale. Difficile da percepire, ma non per questo meno odiosa.
E non parlo da uomo di Sinistra. Forse neanche lo sono più!
Non so più bene, (ne ha alcuna importanza) chi io sia, ma vorrei parlare solo da essere umano che avverte l’assurdità di questo mondo e della società in cui vive.
Da ragazzo ci indignavamo guardando la foto di una bambina vietnamita correre nuda e con le mani alzate perché qualcuno a Washington aveva deciso che i bambini si possono tranquillamente bruciare col napalm (più o meno la stessa filosofia di Brusca che sciolse un bambino nell’acido)… ma allora c’era quantomeno l’illusione che avremmo costruito un mondo migliore.
In quegli anni si cantava: “Il mondo di domani confini non avrà e una mano bianca la nera stringerà...”.
Ci emozionavano i versi di Theodōrakīs ma quanto ci sbagliavamo! Oggi le “mani gialle” preparano - su ordine dall’alto - bombe atomiche e lanciamissili contro le “mani bianche” e viceversa, mentre le “mani nere”- le più deboli - restano tese mentre affogano ma un giorno proveranno per noi lo stesso odio che oggi proviamo verso di  loro. E non sarà un bel giorno.
E oggi, come ai “tempi della pietra e della pietra e della fionda”, gli “statisti” fanno costruire campi di concentramento, galere e caserme, fabbriche di armi! La scusa è sempre la stessa: servono per difenderci dai “nemici”! Una bestialità senza fine!
Quelle armi servono per tenerci sudditi. E i nostri nemici sono “loro” ma non ne siamo consapevoli perché i nuovi padroni del “mondo” non hanno soltanto il monopolio della violenza ma anche delle bugie che riescono a trasformare in verità!
Eppure chi ordina la morte anche di un solo bambino innocente, non è migliore di Riina o di Messina Denaro. Non lo è! E nonostante ciò continueremo a tributare onore e gloria ai “potenti” di turno che promettono “ordine” (il loro), violenza e galera.
E a questo punto mi assale un dubbio: e se gli uomini avessero veramente bisogno di un padrone e di un bastone? Questo dubbio mi divora l’anima.
Se fosse vero ciò che Dostoevskij dice per bocca del Grande Inquisitore: gli uomini non vogliono la Libertà anzi la detestano! Sono pronti a cederla per un pezzo di “pane” e pur di ottenerlo invocano e onorano il tiranno che li opprime, e li tratta da deficienti? 
Se così fosse la popolarità dei “Salvini” e dei suoi mediocri emulatori, che non sono collocati da un solo lato, non sarebbe riconducibile alle sue scelte politiche ma al fatto che ci ha saputo indicare “Qualcuno” da odiare. Qualcosa su cui sfogare la nostra rabbia e le nostre frustrazioni.
E, per la folla inferocita, istigata e irrazionale, non ci sono ma stati “nemici” più vulnerabili dei deboli e degli indifesi. Dei miti e dei mansueti.
Se ci fosse un referendum tra Papa Francesco da un lato e Trump o Salvini dall’altro, chi lo vincerebbe?
E se si dovesse scegliere tra la “falsa legalità” degli sceriffi e la “Giustizia” (secondo Costituzione) come voterebbe la gente arrabbiata col mondo intero?
Non ho grandi speranze… e comunque come si fa a scrivere mentre questi pensieri passano per la testa? 

Autore: 
Ilario Ammendolia
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