“Vogliamo promuovere una nuova cultura dell’imprenditore agricolo”

Dom, 05/08/2018 - 11:40

Giunta alla sua 9ª edizione, la Festa della Trebbiatura ha fatto registrare anche quest’anno una considerevole partecipazione sia da parte degli esperti del settore, sia dei cittadini desiderosi di scoprire tecniche moderne e antiche tradizioni.
La manifestazione, organizzata dall’azienda agricola “Barone Macrì” con la collaborazione del Comune di Gerace e delle aziende De Masi, di Rizziconi, e Grena, di Verona, ha permesso al pubblico di informarsi sulle più innovative tecniche presenti sul mercato, degustare prodotti tipici, partecipare ai giochi tradizionali come la corsa con i sacchi e ballare ai ritmi della musica etnica.
Questa settimana abbiamo intervistato Francesco Macrì per scoprire come la manifestazione si sia evoluta in questi nove anni.
Come si è svolta questa edizione della Festa della Trebbiatura?
La manifestazione si è svolta presso l’agriturismo Modi di Gerace e abbiamo deciso di suddividere l’evento in vari appuntamenti. La mattina è stata riservata alla dimostrazione delle nuove tecniche di coltivazione e dei nuovi tipi di concimazioni. Grazie al supporto dall’azienda De Masi, infatti, abbiamo dimostrato ai presenti che le nuove tecniche presenti sul mercato fanno risparmiare tempo e costi di lavorazione. Nel pomeriggio si sono svolti i giochi tradizionali con la partecipazione dell’oratorio dei Salesiani di Locri, dei suoi animatori e degli oltre cinquanta bambini provenienti da Gerace, Antonimina e Locri. Conclusi i giochi, abbiamo dimostrato ai presenti la tecnica di trebbiatura che veniva usata in passato. Infine, la giornata si è conclusa con l’esibizione dei “Behike Moro”, un gruppo di giovani ragazzi che grazie al loro sound etnico hanno fatto ballare grandi e piccini. Inoltre, quest’anno abbiamo ospitato una mostra che ha riscosso un notevole successo.
Qual è il bilancio di questi nove anni di manifestazione?
La Locride ha sempre risposto con partecipazione, curiosità e interesse. Abbiamo registrato di anno in anno un numero sempre crescente di partecipanti, non soltanto imprenditori interessati al mondo agricolo, ma anche cittadini desiderosi di passare una giornata all’insegna della tradizione e del divertimento.
Che genere di problematiche riscontra chi vuol fare agricoltura nella nostra zona?
Il vero problema è far capire alle persone come fare agricoltura. Le aziende agricole del nostro territorio hanno bivaccato per anni vivendo spesso d’improvvisazione, e questo è stato un male. Chi vuol fare agricoltura deve essere consapevole che non si investe soltanto denaro ma soprattutto conoscenza, e quindi bisogna avvalersi di tecnici che ti aiutano a preparare il terreno, le piante, stabilire quando fare il raccolto… L’imprenditore che vuol fare agricoltura nel nostro territorio deve capire che è necessario utilizzare tecniche all’avanguardia, collaborare con altre aziende e produrre per un mercato che apprezzi e valorizzi il tuo prodotto. Bisogna tirare fuori una cultura nuova dell’imprenditore agricolo.
Come vorrebbe veder cambiare il mondo agricolo comprensoriale da qui alla prossima edizione della Festa?
Mi piacerebbe che questa zona si ripopolasse di aziende agricole. I giovani stanno dimostrando grande interesse nei confronti del settore, ma la Regione ci mette ancora troppo a indire bandi che sovvenzionino le piccole aziende e c’è ancora poco supporto agli imprenditori da parte delle istituzioni. L’approccio deve cambiare, e in fretta.

Autore: 
Gaetano Marando
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